La maestra di una scuola elementare di Santa Maria delle Mole (RM) chiede agli alunni di descrivere il terremoto. I bambini scrivono così sui loro disegni. Per Jacopo il terremoto è “una catastrofe”. Per Luisa è “una cosa che mi fa male al cuore perché mi fa male vedere le persone che muoiono e così ho disegnato una casa rotta e la pioggia". Per Nicola è “una cosa bruttissima, cadono tutte le case e la gente muore. Il terremoto è bruttissimo e vivono dentro una tenda. State attenti”. Per Francesca è “una cosa brutta, milioni di persone sepolte sotto i mattoni poi tanti funerali”. Per Andrea “fa crollare le case e fa morire la gente sotto le macerie”
I bambini sono consapevoli di cosa sia il terremoto e delle sue conseguenze. Sono molto dispiaciuti. Damiano scrive: "terremoto non venire mai più ti prego”. Hanno appreso del terremoto principalmente dalla tv e nonostante siano lontani dal luogo del disastro sanno perfettamente cosa è successo. Nei loro disegni sono molto ricorrenti i lampi, come se il terremoto venisse dal cielo. Quasi tutti disegnano case distrutte. Soprattutto sono rotti tetto e finestre delle case. E gli alberi intorno ad esse cadono. Ma c'è anche chi disegna le case di Santa Maria delle Mole che "tremano forte".
Il terremoto è invece stato visto così dai bambini dell'Aquila. Qualcuno ha disegnato un robot, un mostro tecnologico, che aveva il compito di aprire e pulire la terra. Una bambina ha disegnato case tutte rotte tranne la sua perché la mamma l’ha salvata con le sue preghiere. La “madre protettiva” è presente anche nel disegno di un’altra bambina, Laura. La mamma è sopra un arcobaleno che copre il prato dove giocano tutti gli altri bambini.
I bambini delle tendopoli dell’Aquila mettono spesso nei disegni l'ambulanza, per loro la cosa più importante da avere. Ma anche l'ombrello, la boccia con i pesci rossi e il sole sono per loro essenziali. L’ambulanza e l’ombrello sono simboli di difesa. In molti disegni sono rappresentate montagne all’orizzonte con cime che assomigliano ai denti di una sega. Ma c’è chi ha elaborato positivamente lo stress post terremoto e invece disegna le montagne come amiche con profili dolci. I bambini riescono a cogliere gli aspetti positivi della nuova situazione, c’è chi è felice di passare tutta la giornata con i propri genitori, ma hanno anche nostalgia della vecchia.
I bambini di campo di Piazza d’Armi riempiono i disegni delle tende da campo. Loro ora abitano lì. Disegnano le jeep come quelle che vedono tutti i giorni all’Aquila. Mettono sullo sfondo con le montagne della loro terra elicotteri in cielo e autoambulanze a terra. Questo è quello che percepiscono e che stanno vivendo da settimane.