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Scartare il futuro

ECCO SUPER KINDLE

Scartare il futuro

di VALENTINA RENNA (06 05 2009)

Un quotidiano? Non serve né carta, né inchiostro. E’ arrivato “Super” Kindle. Perché, si sa, l’editoria traghetta già da tempo una depressione che spiffera dalle redazioni di qualsiasi giornale. Anche il più accreditato. Ora pare che possa virare verso un orbita magari più feconda. Una mano infatti la tendono le nuove tecnologie. La tende l’amabile Amazon. 

E’ il più eminente negozio mondiale online. Specie di libri e audiovisivi. Ed ora offre la sua amicizia all’editoria giornalistica in difficoltà. Nel caso a quella statunitense. E le concede proprio la terza versione del suo giocattolino più attraente. Il Kindle. Per gli inesperti: è il pratico lettore di libri digitali. Un dispositivo che finora era tascabile, in formato A5. Ma, per l’occasione, Amazon l’ha preparato addirittura maxi.


Si chiama Kindle DX (da deluxe), in vendita da quest’estate. Ha uno schermo, che ruota insieme al supporto, due volte e mezzo più grande di quello degli avi. Ma costa anche 130 dollari in più. Ideato e creato per permettere ai fruitori un’ottima lettura di documenti, giornali e riviste su un dispostivo ampio e pratico. Ha una capacità di visualizzazione sia in formato portrait, sia in formato landscape. E la possibilità di memorizzare fino a 3.500 documenti. Lettore Pdf e connettività 3G gratuita. Lunga autonomia della batteria e funzionalità text-to-speech (lettura ad alta voce dei testi). E, con le parole di Jeff Bezos, il fondatore e c.e.o. di Amazon, è un marcia verso il sogno di una “paperless society”.

La tendenza
a convertire la carta in pixel non è certo vergine. In realtà è stata già abbozzata dal progetto Gutenberg del ’71. Il disegno di una sorta di biblioteca interamente elettronica. E addio polvere. Ma negli ultimi tempi questa moda matura lesta e valica i confini dell’arcaico e-book. Soprattutto perché potrebbe giovare da appiglio per non affogare. In una crisi che sembra irreversibile. Così l’elettronica rincuora la stampa. E le tipografie possono anche abbassare la saracinesca.

Il più prestigioso complice
finora è il New York Times, che calzerà una novella versione digitale. Quella di Kindle DX appunto. Il dispositivo potrà dunque consentire, abbonandosi, di leggere le pagine del quotidiano numero uno degli Stati Uniti in tutta comodità e con ulteriori vezzi. Rilevanti anche le adesioni del Washington Post e del Boston Globe. Morale: questo lettore di carta digitale potrebbe far lesinare agli editori sulle gravose spese di stampa e distribuzione. Nonché ri-sedurre gli sponsor. E’ una chance per risollevarsi. Per tentare di ritornare all’esordiente modello di business della stampa: nutrirsi di pubblicità e vendere abbonamenti.

Apple non sta mica a poltrire. Si confabula che abbia in cantiere una rivisitazione del suo tablet, in modo che faccia tutto quello che fa Kindle. Ma meglio ovviamente: lo schermo sarebbe a colori e avrebbe in dotazione anche la navigazione web. Quest’ultima forse un po’ fuorviante, dato lo scontato modello online di ogni quotidiano. Che già saccheggia parecchio nel mercato dei potenziali clienti.

Nell’eventualità che si segua fino in fondo questa strada (i dubbi sono pochi, n.d.r.) si potrebbe legare la vendita dei lettori a quella degli abbonamenti. Magari paghi l’abbonamento annuale e il dispositivo è gratis. Si potrebbe anche puntare sull’uscita di strumenti sempre più sofisticati e gli abbonamenti lieviterebbero ancora di più. Le combinazioni sarebbero tante. E il futuro è impressionante. Che ne sarà dell’inchiostro, i pastelli, il gesso per scrivere la lavagna? E’ vero, t’imbratti di meno. Ma, forse, se non ti sporchi le dita godi solo a metà.