LA RAI non potrà ricorrere alla modalità pay per il digitale terrestre. Questa la risposta di Viale Mazzini al tumulto sollevato dalla vicenda Mediaset in relazione all’acquisizione dei diritti del calcio in digitale.
Come servizio pubblico, infatti, la Rai opera con i vincoli concessori fissati dalla Convenzione e dal Contratto di servizio, che prevedono esclusivamente la trasmissione terrestre in chiaro.
Non ha quindi titolo abilitativo per creare una pay-tv per il digitale terrestre, e non lo avrà fino a quando non sarà modificato il Contratto di Servizio.
A fronte delle ultime notizie, è stata avviata una verifica complessiva per valutare l’impatto delle novità sui contratti stipulati dalla Rai, che ha speso, per il 2004, circa 297 milioni in diritti sportivi, tra serie A, coppa Italia, Europei di calcio, Olimpiadi, Formula 1 ed altri sport.
Inoltre la Rai ha già acquisito i diritti per i prossimi Mondiali di calcio, per le Olimpiadi Invernali di Torino ed è in trattativa con il CIO per le Olimpiadi del 2008 e del 2012.
A Viale Mazzini si chiedono quale valore avrà questo investimento davanti al grande sconvolgimento del mercato che si profila all’orizzonte.
Nella questione è tuttavia intervenuto Antonio Pilati, membro dell'Authority per le Comunicazioni ed esperto in media e tecnologia in Italia. "La Rai potrà reagire sulle strategie, sulle intuizioni manageriali, sulle nuove tecnologie. Potrà competere, se si mettesse a vendere il calcio non credo che chi vuole vedere la tale partita si stia a porre il problema di chi gliela vende".
Più facile dirlo che farlo. Siamo in attesa che qualcuno chiarisca l
Riferimenti
per saperne di più sulla questione diritti tv Mediaset-digitale terrestre
le dichiarazioni di Gasparri sulla questione
il sito della Rai