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Futura City, il programma che fa simpatica la scienza

Futura City, il programma che fa simpatica la scienza

di FRANCESCA DI BELARDINO (05 07 2004)

Su Rai2, in seconda serata, si parla di tecnolagia. Con effetti speciali

Con il digitale terrestre alle porte, nessuno può permettersi di essere poco aggiornato o bitdeterrente: la tecnologia sarà il nuovo Vangelo che tutti dobbiamo mandare a memoria. E i programmi tv, a dare il buon esempio -ovviamente- il servizio pubblico, si adeguano: parte Futura City, in seconda serata su Rai2, pensato e realizzato per rendere scienza e tecnologia facili e abbordabili a tutti. Ma proprio a tutti, grazie ad un linguaggio semplice e ad effetti speciali che promettono scintille.

 

Otto puntate, inserite in una fascia del palinsesto (quella estiva) non proprio da ascolti record.

Si parlerà di computer, televisione, telefonia, trasporti e addirittura di sesso e di immortalità: argomenti che dovrebbero contribuire a tenere incollati al video nelle fresche serate estive. E se non sono sufficenti gli argomenti, potrebbe esserlo Eleonora Miele (ex Grande Fratello), che nei panni di guida condurrà i tecno scettici a visitare i prodigi di una città futuribile, ambientata nel 2030. A condurre sarà il meno appetibile Gian Stefano Spoto, vice direttore di Rai2.

 

 

Due chicche: nelle prime puntate potremmo vedere una ricostruzione della casa avveneristica di Bill Gates, dove mai occhio umano o tecnologico ha messo piede, e farci un giro nelle case molto più reali dei nostri amici giapponesi, con armadi che parlano e scelgono i vestiti per noi. Trattasi della domotica, la scienza che studia le abitazioni

A indagare usi e costumi tecnologici degli italiani -in particolar modo dei vip-, Igor Righetti, giornalista che ama definirsi (l'ha fatto nel suo ultimo libro) ComuniCattivo.

Ne vedremo delle belle.


Riferimenti

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