L'
Asmi, associazione delle principale aziende produttrici di supporti multimediali, si pronuncia ad un anno di distanza dall'approvazione del decreto legislativo che ha dato una nuova disciplina al
diritto d'autore e in particolare all'
equo compenso sulla copia vergine privata: e il bilancio è pesantemente negativo.
Il consuntivo del primo trimestre 2004 confrontato con lo stesso periodo dell'anno precedente evidenzia, secondo i dati Asmi, un aumento del prezzo di vendita dei supporti vergini al consumatore finale nell'ordine dell' 80/100% e una riduzione del 60% di vendite ufficiali di CD (32.000.000 pezzi nel 2004 contro i 60.000.000 del 2003). Si sarebbe poi dimezzato il mercato analogico (audiocassette e videocassette) con cifre che vanno verso una vera e propria sparizione dei prodotti: l'audio infatti va dai 5.200.000 di pezzi venduti nel 2003 ai 2.600.000 del 2004, mentre il video passa dagli 11.000.000 del 2003 ai 5.600.000 pezzi nel 2004.
A fronte di questa situazione non proprio rosea per l'Asmi si è avuto inoltre un "incremento enorme del mercato illegale di CD e DVD vergini, un'evasione di compensi e Iva per decine di milioni di Euro e la penalizzazione delle aziende nazionali in confronto all'importazione estera". Logica conseguenza di tutto ciò sarebbero due fenomeni non trascurabili e che iniziano ad essere rilevabili in maniera sensibile: la riduzione degli occupati nell'industria nazionale e nei punti vendita che operano legalmente e una quadrupla tassazione per l'utente finale.
Le cause secondo l'Asmi andrebbero a ricercarsi nei compensi, troppo alti percentualmente rispetto al costo del prodotto e addirittura superiori al prezzo di vendita all'ingrosso: fatto sta che il consumatore finale è sempre più penalizzato e la domanda nel mercato dei supporti registrabili fa registrare una caduta verticale.
Ed è lo stesso presidente dell'Asmi Mauro Santi a "manifestare preoccupazione per il sempre più evidente spostamento dal mercato legale all'evasione", continuando poi così: "Fenomeni come quello del downloading hanno provocato un ulteriore aggravamento della situazione, ma non è nostra intenzione lasciare invariato uno stato dell'arte che finisce per penalizzare fortemente sia il mondo dell'information & communication tecnology e dell' editoria che la Pubblica Amministrazione. Senza contare il consumatore finale, che è sempre più oberato dai costi per sopperire alla difficoltà (o poca volontà ) di intraprendere una corretta lotta alla vera pirateria".
Le dichiarazioni di guerra alla pirateria e al downloading vengono sempre accolte caldamente dagli addetti ai lavori. Un po' meno dai così tante volte citati "consumatori finali": l'unica cosa da sperare è che tutte queste buone intenzioni non trovino applicazione solamente in una voglia matta di stroncare
qualsivoglia forma di sharing o di P2P, ma in un programma più ampio e a lungo raggio.
Riferimenti
L' Asmi
La Siae
Cos'è il Peer To Peer