Iran: Coelho oscurato
Iran: Coelho oscurato

In Iran ritirate dal commercio le copie di "Lo Zahir", l'ultimo romanzo di Paulo Coelho. Buio pesto sui motivi
UNA STORIA, di quelle intrise di sentimento, fatte di amore e viaggi, con un protagonista che cerca la sua donna e intanto trova sé stesso. Anche questo può essere proibito.
IL CENSORE si chiama Iran. Il censurato s’intitola “Lo Zahir”.
«Quante copie avete venduto?»
«Duemila, circa»
«E quante sono ancora disponibili?»
«Un mille esemplari»
«Bene, queste le prendiamo noi»
Non saranno andate proprio così le cose alla fiera del libro di Teheran, ma è difficile non cadere nella tentazione di immaginare come un film la vicenda che lunedì scorso, 9 maggio 2005, ha coinvolto Paulo Coelho e il suo editore iraniano Arash Hejazi.
SECONDO le notizie diffuse dalle agenzia di stampa, è lo stesso Hejazi a raccontare la vicenda. I membri del Servizio segreto governativo si sarebbero recati di persona alla fiera per confiscare le copie rimaste a disposizione della casa editrice. Niente mandati. Niente giustificazioni.
UNA strana storia, considerato che “Lo Zahir”, prima di essere diffuso, è stato “promosso”, è ufficialmente passato, cioè, attraverso tutte le formalità burocratiche richieste dal governo per ottenere il permesso alla pubblicazione.
Una strana storia che diventa un po’ più normale se si pensa che, in materia di libertà d’espressione e di stampa, l’Iran si colloca al 122esimo posto dell’ultima classifica stilata da Reporter Senza Frontiere, al pari dello Zimbawue, incastrato tra la Russia e la Bielorussia.
ARASH Hejazi sarà prossimamente convocato dalle autorità iraniane, e forse si riuscirà a capirne di più, visto che “Lo Zahir” non sembra a prima vista un romanzo degno di censura. Coelho, difatti, racconta di uno scrittore di successo, sconvolto improvvisamente dalla scomparsa della moglie. Di lei, Esther, corrispondente di guerra, se ne perdono le tracce in un alone di mistero dalle sfumature color rapimento e morte. “Lo Zahir è un pensiero che all’inizio ti sfiora appena e finisce per essere la sola cosa a cui riesci a pensare. Il mio Zahir ha un nome e il suo nome è Esther”, dice il protagonista, ed è qui che inizia il suo peregrinaggio, alla ricerca della donna amata, di sé stesso e di un nuovo senso da dare alla vita.
per saperne di più su:
LA VICENDA
www.estadis.eluniversal.com.mx
LA LIBERTA' DI STAMPA