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Mojtaba ha fame di libertà

Mojtaba ha fame di libertà

di SIMONE ESPOSITO (20 05 2005)

Un blogger iraniano in carcere per i suoi post inizia lo sciopero della fame. L'appello di Rsf

MOJTABA non mangia più. Lo hanno visto l’ultima volta l’11 maggio scorso in un’aula di tribunale, incatenato mani e piedi. Stremato. Subito dopo ha deciso: con uno sciopero della fame protesterà contro le sue condizioni di detenzione. E per il suo diritto alla libertà di pensiero e di informazione.

Mojtaba Saminejad è un blogger iraniano. La prima volta che lo avevano sbattuto dentro era stato perché aveva denunciato dal suo sito l’arresto di altri tre blogger: quando è uscito ha trovato il suo indirizzo web collegato a quello di un gruppo di hacker del movimento estremista islamico degli hezbollah. Così ha ricominciato da capo: è tornato su blogspot.com e ha aperto una nuova pagina. Di nuovo online. E di nuovo in carcere.

La sua cauzione vale un miliardo di rial, 87mila euro. Nessuno gliela può pagare. Di certo non il padre, Sfar, che ha inutilmente segnalato alle autorità carcerarie la situazione della prigione dove è rinchiuso Mojtaba, un penitenziario dove negli ultimi mesi sono già numerose le vittime della violenza delle guardie. “Non mi ha risposto nessuno”, ha dichiarato l’uomo all’ISNA, agenzia di stampa degli studenti iraniani, quelli della protesta universitaria di Teheran del 2003.

A Saminejad si aggiungono Mojtaba Lotfi, studente di teologia nella città santa di Qom, condannato a tre anni e due mesi per aver scritto sul web “delle menzogne” (poi scarcerato su cauzione) e Arash Sigarchi, giornalista di Rashat, che per denunciare le censure ai webloggers è tuttora in prigione. E a loro tre si sommano in tutto il mondo altri 74 cyberdissidenti attualmente in carcere, dietro le sbarre con 110 giornalisti e 5 collaboratori. Più i 4 rapiti in Iraq (tra cui la francese Florence Aubenas, scomparsa da oltre 150 giorni) e 27 altri giornalisti, che nel 2005 sono finiti direttamente sottoterra.

Il “barometro della libertà di stampa”, come lo definisce Rsf - Reporters sans frontières, che invita a segnalare sui siti d’informazione e sui blog lo sciopero di Mojtaba e a firmare una petizione per la sua scarcerazione, segna davvero brutto tempo.


Riferimenti

Il blog di Mojtaba Saminejad

Reporters Sans Frontières

La petizione per la scarcerazione di Mojtaba