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Drm contro i pirati della Rete

Drm contro i pirati della Rete

di IVAN SOCCIO (03 06 2005)

Intel e Sony presentano un nuovo software a protezione del copyright

LA NUOVA rivoluzione contro i divulgatori di cd e dvd pirata è partita. In pole position ci sono Intel e Sony che hanno lanciato un nuovo concetto di protezione. Si chiama Drm (digital right management) e non è più una protezione fisica bensì una protezione software. Questa nuova tecnologia è pronta ad invadere il mercato e si occuperà, prevalentemente, di proteggere i copyright dei prodotti che girano in rete.

Le funzioni principali di questi Drm sono quelle di ostacolare la pirateria e quella di creare nuove forme di gestione dei file. Già perché grazie alla tecnologia Drm sarà possibile scaricare film e quant'altro (in maniera legale e con relativa licenza) anche a tempo determinato con i relativi sconti. 

A lanciare questa rivoluzione, come detto, sono Intel e Sony. I primi hanno annunciato che il processore di prossima realizzazione (il Pentium D) avrà un Drm integrato; ma non è stato comunicato come funzionerà. Mentre la Sony ha da tempo annunciato che la sperimentazione è partita già su alcuni cd di recente uscita. La stessa Sony ha comunicato i suoi Drm permettono un numero limitato di copie (dalla persona che acquista il cd) e che le copie sono cd "sterili" quindi non copiabili nuovamente.

SECONDO Ted Schadler, analista di Forrester Research, "le vecchie protezioni fisiche sono state un fallimento; sono state sempre aggirate con facilità". Ma per i Drm la storia è diversa infatti "questa nuova tecnologia, agendo a livello software tramite criptazione, è difficile da aggirare - continua Schadler - e anche se ci dovessero riuscire, i Drm possono essere riparati e perfezionati".

TEMPI DURI per la pirateria audio e video; sembra davvero che i produttori abbiano trovato la giusta contromossa. Adesso resta da vedere la reazione della gente che magari si aspetta una netta diminuzione dei prezzi dei prodotti originali piuttosto che una nuova battaglia sui copyright.


Riferimenti

Repubblica