Predator: ecco a voi l’aereo robot
Predator: ecco a voi l’aereo robot

L’Italia prima nazione Ue ad adottare la nuova tecnologia americana
SONO arrivati in Italia i primi aerei da ricognizione che non hanno bisogno di pilota. La sigla che contraddistingue questi velivoli è Uav (Unmanned Aerial Vehicle), e l'Italia è la prima nazione europea a dotarsi di questi aerei tecnologici prodotti e venduti dalla società statunitense General Atomic Aeronautical Systems. Il programma di sviluppo, oltre all’aereo di per sé, si chiama Predator e prevede anche una stazione di terra dove verranno tenuti i corsi di addestramento e dove questi velivoli potranno avere assistenza tecnica.
I PREDATOR verranno impiegati dal 28esimo gruppo velivoli teleguidati dell’aeronautica; saranno inviati anche in Iraq per supportare il contingente italiano impegnato nel paese asiatico. Gli esperimenti su questo progetto vanno avanti dalla fine dello scorso anno e hanno sempre dato buoni risultati tanto che l’operatività e l’uso di questi aerei è stato facilitato da una normativa apposita.
PASSI AVANTI della tecnologia bellica che però dividono sempre l’opinione pubblica e creano grandi discussioni sull’effettiva validità e sulle conseguenze che possono portare: basti pensare ai nomi che gli vengono dati e che di certo non fanno ben sperare, vedi Predator in Italia o Terminator in Israele.
FORTUNATAMENTE questi progetti fanno anche da battistrada per progetti "più civili" come quello portato avanti dall’Università di Berkeley che sta ultimando i test sul Berkeley Aerial Robot: aereo che viene gestito e comandato via radio e che sarà in grado di portare avanti anche missioni con finalità civili, oltre alle già citate missioni belliche.
LA VELOCITA' di sviluppo di queste tecnologie quindi aumenta vertiginosamente: in Europa si sperimenta l’aereo militare senza pilota, mentre negli Stati Uniti si lavora già a pieno ritmo sulla loro evoluzione. Evoluzione che, fortunatamente, funziona anche a livello civile e che fa sperare che le nuove scoperte siano utilizzate sempre meno per scopi bellici e sempre più per far posto ai bisogni reali e fattivi dell’uomo.