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L'Fnsi entra nel processo del G8 di Genova

L'Fnsi entra nel processo del G8 di Genova

di STEFANIA BELMONTE (06 07 2005)

Il Tribunale ammette la federazione come parte civile per il diritto di informazione

LA FEDERAZIONE Nazionale della Stampa Italiana si è costituita come parte civile nel processo per l’irruzione nella caserma Diaz e nella scuola Pascoli, che vede imputati 28 poliziotti: avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 luglio del 2001 nell’ambito del G8 di Genova, l’operazione aveva da subito scatenato aspre reazioni da parte dei coinvolti e dell’opinione pubblica.


IL TRIBUNALE Penale Ordinario del capoluogo ligure ha ora ammesso alla causa la Fnsi, in rappresentanza anche dell’Associazione della Stampa Ligure, dopo che entrambe le associazioni di categoria avevano fatto richiesta di ammissione, “a tutela dei numerosi giornalisti italiani e di altri paesi oggetto di minacce, umiliazioni, percosse e violenze di ogni genere”. E adesso nel processo sono già 97 le parti offese (ovvero i manifestanti rimasti feriti nel blitz, di cui 93 furono arrestati e poi prosciolti dai giudici). 

 
IL TRIBUNALE ha quindi riconosciuto la funzione del sindacato dei giornalisti, definendolo come organo in “difesa della libertà di stampa e di informazione e del diritto di cronaca nonché in difesa dell'autonomia dei giornalisti, sia nei confronti dei pubblici poteri che nei confronti di chiunque intenda interferire e condizionare il loro lavoro”. Ed è stato proprio con queste parole che ha ammesso l’organizzazione a costituirsi parte civile.
 

SODDISFATTO Paolo Serventi Longhi, Segretario Generale della Fnsi: “la decisione ha una portata storica, perché per la prima volta l'organo viene ammesso a partecipare ad un processo penale in rappresentanza degli interessi collettivi dei colleghi vittime di reati contestati. Viene così affermato un principio nuovo grazie al quale la Federazione potrà esprimere una migliore tutela professionale e legale dei giornalisti”. Serventi Longhi ha poi concluso sottolineando che la scelta del sindacato “non è stata ‘contro’ le forze dell’ordine, ma ‘per’ la libertà di stampa e il diritto del cittadino ad essere informato”.


Riferimenti

Ascolta il commento di Serventi Longhi

Federazione Nazionale della Stampa Italiana