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La strana prigione di Evin

La strana prigione di Evin

di VIRGINIA DI MARNO (27 07 2005)

Iran, diritti violati: si continua a lottare per Zahara Kazemi

26 LUGLIO, sì, ma 2004.
Un salto indietro di un anno e un salto in lungo verso oriente.
Iran, diritti violati, ingiustizia, silenzio e morte. Ecco dove si cade.
 
 
Esattamente un anno fa, Mohammad Reza Aghdam Ahamadi, agente dei servizi segreti iraniani, fu rilasciato per “inconsistenza di prove”: era stato accusato per l’omicidio di Zahara Kazemi.


Lei era una reporter irano-canadese. Fece l’errore di fare qualche scatto dentro le carceri, le stesse carceri in cui fu rinchiusa, la stessa terra fredda su cui morì dopo quattro giorni di detenzione. Emorragia cerebrale, secondo il rapporto stilato dalle autorità iraniane, “decesso naturale”. Fu la testa della signora Kazemi ad urtare un oggetto.
 

 
Strano che il corpo non sia stato restituito alla famiglia, in Canada. Strano che sia stato seppellito a Shiraz, senza autopsia. Strano che si sorvoli su quelle “tracce di stupro brutale” e sulle “torture selvagge”.
 
Una serie di “strano” a cui il premio Nobel Shrin Ebadi si aggrappa per risollevare la questione: e se si riesce a chiudere gli occhi davanti a un singolo caso, come lo si può fare su una casa di singoli casi?

A Teheran
, nella prigione nella prigione” 209 di Evin, come l’ha definita un rapporto Onu, di cose strane ne succedono: ancora c’è chi preferisce suicidarsi per non sopportare più lo “strano”.
 
 
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Riferimenti

www.rolliblog.net

www.squilibrio.it