IL TITOLO del videogioco incriminato,
Matanza Cofrade, è piuttosto esplicito. Eppure il
programmatore spagnolo accusato di
offesa alla "religione e ai suoi praticanti" si è difeso dicendo che i bersagli del videogame da lui inventato sono "zombie non membri di una confraternita".
E’ successo in Spagna: protagonista un professore di informatica, assolto dal tribunale di Siviglia, che ha impiegato solo venti minuti per emettere la sentenza.
L'accusa mossa al dissacrante programmatore era di offesa dei sentimenti religiosi e di abuso della proprietà intellettuale, visto che nel videogioco compaiono immagini che fanno riferimento alle confraternite della città spagnola. La corte ha però respinto le richieste dell'accusa: un'anno di carcere per la violazione delle norme sulla proprietà intellettuale e dieci mesi per l'oltraggio alla religione.
Il videogame, uno "sparattutto" classico che ha nel mirino i partecipanti alla famosa processione della Settimana Santa, era inizialmente contenuto nel cd musicale prodotto dal una rock band spagnola, chimata Narco, nel novembre 2002. In seguito alle denunce dei componenti delle confraternite era stato però eliminato dal cd.
L'interesse per "Matanza Cofrade" ha varcato comunque i confini spagnoli:
una copia del videogame è stata scaricata dal Giappone. E ora che il sito internet che lo ha lanciato -
www.miraunperroverde.es.fm - ha chiuso i battenti,
l'irriverente gioco continua a circolare attraverso il P2P.
Riferimenti
EDRI - Digital Civil Rights In Europe