CHE il Giappone rappresentasse un
competitor forte dal punto di vista dell’innovazione tecnologica era cosa nota. Ma i giorni
dal 4 all’8 ottobre, in particolare, sono stati sicuramente vissuti dagli esperti con un occhio d’attenzione particolare.
Sono stati i giorni della Ceatec (abbreviazione per "Combined Exhibition of Advanced Technologies"), ovvero della più grande fiera asiatica dedicata all'elettronica, alla robotica e alle tecnologie per le comunicazioni, svoltasi a Chiba, periferia orientale di Tokyo.
I prodotti esposti sono i più svariati, molti dei quali fine a sé stessi, altri destinati a cambiare la nostra vita. Tra gli strumenti elettronici presentati, uno dei più curiosi è senz'altro l'Ubi-Wa. Questo termine giapponese significa sia “anello da dito” che “parla col dito” e il gioco di parole è presto spiegato: si tratta di un dispositivo simile a un anello che consente di ricevere e ascoltare telefonate, inserendolo nell'orecchio con l'ausilio del dito in cui è collocato. La voce di chi chiama viene trasformata dal congegno in vibrazioni che poi il nervo acustico del ricevente trasforma in suoni intelligibili. Il congegno non può trasmettere ogni tipo di suono (funziona solo con la voce umana), ma sarebbe molto utile per telefonare in luoghi particolarmente rumorosi.
Per quanto sia troppo piccolo per ospitare tasti funzionali, la ditta produttrice, la Kodomo, sta lavorando a un modello che dovrebbe tradurre in funzioni specifici movimenti delle dita della mano. L'Ubi-Wa è soltanto uno dei congegni esposti alla Ceatec: tra gli altri il robot ciclista, la portinaia virtuale ottenuta attraverso la proiezione di immagini tridimensionali, supporti multimediali sempre più capaci, tv da passeggio. In sintesi, quanto basta a costituire una posizione di leadership incontrastata del settore hi tech di domani.
Riferimenti
www.ceatec.com
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