AUTO INCENDIATE, negozi e banche danneggiate. E’ questo il quadro delle banlieus parigine, dove dal 27 ottobre è in atto una rivolta che ora sembra essersi estesa anche sulla rete. “Distruggere la Francia”, è questo lo slogan che, appropriatosi delle moderne tecnologie, viaggia attraverso i brevi messaggi di testo del cellulare e corre via web.
SMS E WEBLOG sono usati come strumento per incitare alla violenza. Il tutto in modo rapido, economico ed efficace. Come il popolo di Seattle ha per primo insegnato, la rete può servire per coordinare gli attivisti e spingere all’azione. Ciò che li differenzia è che allora venivano usati per una dimostrazione pacifica, qui invece per incrementare la rivolta. “Freghiamo il fuoco alla polizia” e “andiamo a bruciare Parigi” sono i messaggi più diffusi via cellulare.
LA RIVOLTA in versione cibernetica contro l’esclusione sociale è talmente densa da aver spinto il primo ministro francese, Domenique de Villepin, a stanziare fondi per monitorare i blog nel tentativo di anticipare le azioni dei contestatori.
DIECI SITI sono stati eliminati dall’emittente Skyrock, host del blog incriminato. Ben 6.500 messaggi al giorno vengono cancellati e sono già stati arrestati il creatore del weblog e l’autore di un post.
Il sito “bouna93skyblog” è ora sotto controllo perché accusato di fomentare rabbia e rancore. Questo sito, nato in memoria di due giovani morti folgorati dopo essersi rifugiati in una centralina elettrica, è lo stesso che ha fatto scaturire l’ondata di rivolte che si protrae in questi giorni.
LO STESSO MINISTRO SARKOZY usa il web per la sua battaglia personale. Comprando
pubblicità a pagamento su “
Google France” ha fatto si che
digitando le parole-chiavi più popolari in questo momento (frutto di una analisi statistica), il motore di ricerca presentasse a destra dei suoi risultati link a siti che lo sostengono. Le principali parole protagoniste di questa battaglia digitale sono:
voitures brûlées (auto bruciate),
violence (violenza) e
banlieu (periferia). E’ subito partita poi la controguerriglia spontanea: digitando “
sarkozy” tra le ricerche appariva il film di Patrick Braoudé “
Iznogud” (somigliante all’inglese “non è buono”) che è uno dei soprannomi del ministro dell’Interno.
Riferimenti