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Gli internet providers scrivono all'Agcom: vigili sulle tariffe di Telecom Italia

Gli internet providers scrivono all'Agcom: vigili sulle tariffe di Telecom Italia

di STEFANO IANNUCCI (29 11 2005)

L'associazione internet providers ha chiesto all'Agcom e all'Agcm di garantire maggiore concorrenza nel settore della banda larga.

La concorrenza nel settore delle telecomunicazioni, in particolare nel mercato della banda larga residenziale, è ancora insufficiente. Serve un intervento regolatorio ex ante da parte dell’Agcom per garantire agli operatori alternativi di operare in regime di concorrenza, a parità di condizioni con l’ex monopolista.
 

Questo il grido d’allarme lanciato dall’AIIP, associazione che rappresenta oltre quaranta internet providers italiani, che denuncia: “Telecom Italia non rispetta gli impegni presi con l’autorità garante della concorrenza e del mercato e compromette lo sviluppo della banda larga in Italia”.
 
 
Nei giorni scorsi, l’associazione dei providers, ha consegnato all’Agcom e all’AGCM un appello affinché si chiarisca in modo inequivocabile il potere/dovere delle autorità di garanzia di regolamentare ex ante l’intero settore a banda larga. La questione, che sembrerebbe interessare solo gli specialisti, è di vitale importanza per le decine di service provider nati negli anni di boom tecnologico. Senza considerare gli effetti benefici sui consumatori finali, che potrebbero beneficiare di servizi più evoluti a costi inferiori.
 
 
Gli operatori chiedono che sia l’Agcom a regolare il settore con specifica normativa ex ante, derogando alla light regulation prevista dalle direttive comunitarie. Una deroga in ogni caso prescritta dall’ordinamento comunitario, proprio in quei casi dove la concorrenza è “strozzata” da uno o più attori del mercato.
 
 
Per questo i provider italiani avanzano richieste concrete all’Agcom: è necessario che le offerte all’ingrosso di Telecom Italia abbiano un prezzo orientato ai costi, superando il precedente regime di retail-minus, dove le tariffe applicate ai provider erano calcolate sul prezzo ai clienti finali, dedotti i costi evitabili. “Con questo sistema -spiega l’AIIP- i profitti monoposlistici di Telecom sui servizi wholesale sono troppo alti e non permettono una reale concorrenza”.
 
 
Il comportamento dell'Autorità non si presenta facile. In ogni caso l’Agcom andrà incontro a polemiche e ricorsi alla magistratura. Nel caso decidesse di applicare la regolamentazione ex ante per imporre a Telecom tariffe più basse, l’ex monopolista avvierebbe una serie di ricorsi per dimostrare che il mercato è già pienamente liberalizzato e che tali delibere sono illegittime. Nel caso opposto, il suo ruolo di garante ed arbitro sarebbe irrimediabilmente compromesso.
 
 
La soluzione preferibile è un’altra. Come già ampiamente accaduto nel settore della telefonia cellulare, dovrebbero essere gli stessi operatori, grazie alla mediazione delle Autorità di garanzia, ad arrivare ad accordi condivisi per l’offerta all’ingrosso della banda larga. Accordi che lascino margini di guadagno ai concorrenti e che preservino il ruolo di azienda leader

Riferimenti

Visita i siti dei maggiori protagonisti alla banda larga:

Fastweb , Wind ,  Tele 2,  Tiscali