ANCORA una volta negli Stati Uniti ci scontra sul terreno dei diritti e delle libertà civili. Il
no di un giudice federale statunitense al divieto di vendita di videogames violenti a minorenni e la conseguente dichiarazione di illegittimità costituzionale di una legge dello Stato della California,
ha suscitato polemiche e diviso l’opinione pubblica.
La legge in questione, firmata dal governatore della California, Arnold Schwarznegger, lo scorso ottobre, che stabiliva una
multa di circa 850 euro per violazione della stessa e che sarebbe entrata in vigore dal primo gennaio prossimo, era stata pensata per garantire una maggiore tutela dei minori.
All’immediata opposizione delle associazioni dei
produttori e dei
commercianti, appellatisi al principio della
libertà di espressione sancito dal primo emendamento della Carta dei Diritti, risponde la
protesta levatasi da più parti, contro la diffusione di un
nuovo videogame pensato esclusivamente per adulti. Si tratta di
Grand Theft Auto San Andreas, un gioco nel quale si ricevono punti se si assassina una prostituta dopo aver usufruito dei suoi servizi e non averla pagata.
La sentenza del giudice arriva in un momento topico per gli Stati Uniti. È allo studio, infatti, una norma nazionale per impedire la vendita di giochi per soli adulti ai bambini. D’altra parte offre illimitate possibilità che questo genere di videogames, particolarmente violenti, finiscano tra le mani di giovani adolescenti.
Riferimenti