LA FEROCE campagna elettorale che si è appena conclusa col voto del 9 e 10 aprile, ha prepotentemente riconfermato la
centralità della televisione nella comunicazione politica italiana. Ed ha dimostrato ancora una volta che
i politici non hanno colto le
grandi possibilità di comunicazione offerte dalla rete. Questa imperdonabile “svista” è dovuta forse all'età avanzata dei leader dei due schieramenti, (che non sembrano avere dimestichezza con il mezzo), o forse alla scarsa penetrazione dei nuovi media fra gli elettori se si escludono i cellulari.
Accecati dall'avanspettacolo televisivo, i nostri politici con grande diligenza si sono concentrati sullo scambio di scortesie. Lo show elettorale, degno di un reality, è stato condito con tutti gli ingredienti richiesti dalla spettacolarizzazione tipica del vecchio medium: insulti, polemiche, parolacce, metafore calcistiche, promesse di miracoli, svendita di emozioni, illusionismo e coup de théatre con strategie di marketing. In fondo è quello che la gente vuole vedere nella scatola a colori, pena la condanna dell'audience.
Al contrario, la rete, per lo più ignorata dallo scenario politico, è stata la sede del dialogo costruttivo, del confronto leale e del ragionamento critico per molti elettori. E' nella rete che si è sviluppata una vivace partecipazione dal basso frutto di molte iniziative indipendenti, come l'apertura da parte di comuni cittadini di numerosi siti web attraverso i quali poter esporre in tempo reale il proprio punto di vista e discutere con gli altri internauti le questioni poste dai candidati.
Ma stavolta la vera
novità della campagna elettorale sono stati
i siti di analisi della propria posizione politica. Per esattezza ne sono nati quattro (
www.dimmichiseitidirochivotare.it,
www.chivotare.it,
www.demandi.it), ma il vero tormentone è stato
www.voisietequi.it , un test politico, (e non un giochino, come qualcuno lo ha definito), che grazie agli algoritmi di prossimità, individua la posizione politica dell'utente tramite la compilazione di 25 risposte sulle questioni più presenti nell'agenda politica dei partiti.
Nato dal paziente e serio lavoro di cinque appassionati volontari dell'associazione DEPP, all'interno del progetto
Openpolis.it - un progetto per la trasparenza della politica - l'iniziativa indipendente è stata completamente autofinanziata. Voisietequi si è rivelato un
inaspettato successo, tanto da essere segnalato come fenomeno di costume dalle più autorevoli testate italiane e premiato dalla presenza di
quasi 650 mila utenti.
E' questa forse la potenza della rete, sottovalutata dai politici italiani che hanno mostrato un diffuso disinteresse verso il mondo digitale, nonostante il clamoroso esempio della passata campagna elettorale americana in cui tutti i candidati avevano aperto un blog personale e 75 milioni di elettori avevano usato internet per informarsi sulle posizioni dei candidati presidenti (Howard Dean era riuscito a raccogliere quasi 40 milioni di dollari grazie al web).
Ovviamente l'approccio one-to-many, tipico della televisione, è meno impegnativo dell'approccio bidirezionale proprio della rete, che necessità di un continuo aggiornamento, fornisce strumenti di feedback e conserva una “buona memoria”. Ce lo testimonia Prodi che a tempo di record, aprì e chiuse il suo blog durante le primarie (due messaggi: il primo era il saluto e il secondo la spiegazione della chiusura).
C'è anche da dire che l'utente di informazione politica online è un consumatore particolare, predilige siti personali a quelli istituzionali, un rapporto interattivo, contenuti graficamente gradevoli e messaggi aggiornati in tempo reale. Secondo un sondaggio svolto dalla Prof.ssa Sara Bentivegna (docente di Teorie delle comunicazioni di massa, La Sapienza) è risultato che l'80% degli intervistati ha dichiarato di visitare tutti i giorni i siti dei media tradizionali, ma la stessa percentuale afferma di non aver mai esplorato i siti della Casa delle Libertà, scendendo a un 50% per quanto riguarda quelli dell'Unione.
Tuttavia non sono mancate eccezioni nemmeno nello scenario politico italiano e quindi sono diversi i blog personali dei candidati: il ministro Carlo Giovanardi in rete presenta la sua collezione di farfalle; l'on, Antonio Di Pietro si lancia nell'avventura del blog - peccato che è copiato da quello frequentatissimo di Beppe Grillo; il digitalissimo ministro Maurizio Gasparri, quello dell'omonima legge, nel suo blog propone solo lanci d'agenzia come se fosse un televideo. Ironia a parte, ci sono anche iniziative degne di segnalazione.
Il governatore Antonio Bassolino è considerato “il blogger più abile” con un sito aperto da undici mesi in occasione della campagna elettorale, ma aggiornato quotidianamente. Il blog dell'on. Linda Lanzillotta (per ora solo quello), è tra i più apprezzati dagli esperti: discorsi programmatici e frammenti di vita, ma anche un link con Capitol Hill, il sito della senatrice Hillary Clinton. D'indiscutibile chiarezza e incisività è il sito dei Verdi, che si attestano primi anche per la ricchezza di informazioni.
Sempre i Verdi si sono segnalati per la proposta di “ridurre l'impatto paesaggistico della campagna elettorale (a ogni tornata elettorale le città vengono riempite di affissioni abusive) e contemporaneamente incentivare l'accesso al web dei cittadini e dei candidati”.
In realtà, tranne rare eccezioni, il disinteresse verso la rete e le nuove tecnologie sembra essere un atteggiamento trasversale dei partiti, e non solo per il parziale trasferimento sul web della campagna elettorale, ma soprattutto per l'assenza delle tematiche che riguardano Internet nell'agenda politica dei partiti.
Questa scarsa attenzione potrebbe essere fatale, dato che tra qualche anno andranno a votare gli adolescenti di oggi, cresciuti a base di forum, blog e new media. Mentre avremmo tutti da guadagnarci. La rete , potrebbe aiutarci a far sparire i toni aspri e polemici e aiutare i nostri politici ad essere più rispettosi verso gli elettori. Un sogno? Staremo a vedere.
Riferimenti
www.voisietequi.it
www.openpolis.it
www.verdi.it
www.lindalanzillotta.it
www.antoniobassolino.it