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Codice dell'Amministrazione Digitale: arriva l'e-burocrazia

Codice dell'Amministrazione Digitale: arriva l'e-burocrazia

di MONICA LOPARDO (04 01 2006)

Dall'1 gennaio la telematica ha cambiato il lavoro della P.A.: tempi più brevi e risparmi economici

 

 

 

IL PRIMO gennaio 2006 è entrato in vigore il Codice dell'Amministrazione Digitale. Si prevede che il nuovo regolamento cambi profondamente il lavoro della pubblica amministrazione: i tempi di attesa per i cittadini si abbrevieranno e molte operazioni potranno essere fatte attraverso internet.

 
Il codice dell'Amministrazione Digitale prevede che tra amministrazioni non si effettueranno piú certificati ma i dati verranno trasmessi per via telematica. Gli sportelli pubblici gestiranno procedimenti interni ed esterni attraverso l’informatica; acquisiranno istanze dalle imprese, erogheranno servizi internet e usufruiranno della posta elettronica.

 
Sulla base del regolamento, le amministrazioni condivideranno i database e questo eliminerà le spese che cittadini e amministrazioni hanno dovuto sostenere fino al 2005 per ottenere i certificati. Si parla di un risparmio di 400 milioni di euro, in quanto annualmente le pubbliche amministrazioni hanno in media prodotto 35 milioni di certificati. Il costo di un certificato per il cittadino era di circa 13,50 euro.

 
La banca-dati dei programmi informatici riutilizzabili sarà l’interlocutore tra le amministrazioni. Essa consiste in un elenco di programmi applicativi di proprietà pubblica depositati presso il Cnipa. Tutte le pubbliche amministrazioni che desiderano acquisire nuove applicazioni tecnologiche, devono prima verificare se sono disponibili soluzioni riutilizzabili, cedute in maniera gratuita dalle amministrazioni titolari. Il codice, obbligando amministrazioni a riutilizzare le soluzioni già adottate, abbatte i costi degli investimenti, e aiuta le amministrazioni più povere ad acquisire tecnologie innovative. Oltre al risparmio economico si attua anche quello temporale in quanto il riuso elimina i tempi di attesa del progetto.


In casi in cui un procedimento pubblico coinvolga più soggetti, il codice offre la possibilità di svolgere delle conferenze dei servizi . Per far sì che alla conferenza partecipino i responsabili di tutti gli enti interessati e per evitare viaggi e relative spese, si può usufruire delle riunioni on-line, che riuniscono persone che si trovano nei posti più diversi.

 
Con il Codice digitale, le pubbliche amministrazioni trasformano buona parte del loro lavoro in prodotti digitali. Legalmente di documenti cartacei e quelli digitali hanno la stessa validità giuridica. Naturalmente anche i prodotti in digitale dovranno essere realizzati secondo le regole che garantiscono la conformità agli originali. Tutti i documenti verranno conservati in archivi informatici. Gli archivi permetteranno non solo un enorme recupero di spazi rispetto agli archivi cartacei, ma anche un risparmio temporale. Ricercare i documenti e archiviare i dati sarà molto più semplice e veloce.

 
La posta elettronica si accinge a soppiantare quella tradizionale anche nel lavoro delle pubbliche amministrazioni. Si stimano intorno ai 31 milioni i messaggi di posta elettronica inviati tra pubbliche amministrazioni e l'esterno. Esperti ritengono che ammonti a diciotto euro il risparmio ottenuto per ogni e-mail rispetto alla gestione di un messaggio di posta tradizionale.

 
Il codice dell'Amministrazione Digitale prevede che tra amministrazioni non si effettueranno piú certificati ma i dati verranno trasmessi per via telematica. Gli sportelli pubblici gestiranno procedimenti interni ed esterni attraverso l’informatica; acquisiranno istanze dalle imprese, erogheranno servizi internet e usufruiranno della posta elettronica.

 
Sulla base del regolamento, le amministrazioni condivideranno i database e questo eliminerà le spese che cittadini e amministrazioni hanno dovuto sostenere fino al 2005 per ottenere i certificati. Si parla di un risparmio di 400 milioni di euro, in quanto annualmente le pubbliche amministrazioni hanno in media prodotto 35 milioni di certificati. Il costo di un certificato per il cittadino era di circa 13,50 euro.

 
La banca-dati dei programmi informatici riutilizzabili sarà l’interlocutore tra le amministrazioni. Essa consiste in un elenco di programmi applicativi di proprietà pubblica depositati presso il Cnipa. Tutte le pubbliche amministrazioni che desiderano acquisire nuove applicazioni tecnologiche, devono prima verificare se sono disponibili soluzioni riutilizzabili, cedute in maniera gratuita dalle amministrazioni titolari. Il codice, obbligando amministrazioni a riutilizzare le soluzioni già adottate, abbatte i costi degli investimenti, e aiuta le amministrazioni più povere ad acquisire tecnologie innovative. Oltre al risparmio economico si attua anche quello temporale in quanto il riuso elimina i tempi di attesa del progetto.


In casi in cui un procedimento pubblico coinvolga più soggetti, il codice offre la possibilità di svolgere delle conferenze dei servizi . Per far sì che alla conferenza partecipino i responsabili di tutti gli enti interessati e per evitare viaggi e relative spese, si può usufruire delle riunioni on-line, che riuniscono persone che si trovano nei posti più diversi.

 
Con il Codice digitale, le pubbliche amministrazioni trasformano buona parte del loro lavoro in prodotti digitali. Legalmente di documenti cartacei e quelli digitali hanno la stessa validità giuridica. Naturalmente anche i prodotti in digitale dovranno essere realizzati secondo le regole che garantiscono la conformità agli originali. Tutti i documenti verranno conservati in archivi informatici. Gli archivi permetteranno non solo un enorme recupero di spazi rispetto agli archivi cartacei, ma anche un risparmio temporale. Ricercare i documenti e archiviare i dati sarà molto più semplice e veloce.

 
La posta elettronica si accinge a soppiantare quella tradizionale anche nel lavoro delle pubbliche amministrazioni. Si stimano intorno ai 31 milioni i messaggi di posta elettronica inviati tra pubbliche amministrazioni e l'esterno. Esperti ritengono che ammonti a diciotto euro il risparmio ottenuto per ogni e-mail rispetto alla gestione di un messaggio di posta tradizionale.

Riferimenti

Codice dell'Amministrazione Digitale

database

Cnipa