Registrati | Login

Usabilità web: dieci buoni propositi per il 2006

Usabilità web: dieci buoni propositi per il 2006

di GAIA BOTTà (06 01 2006)

Un nobile tentativo di rendere più facile e stimolante la nostra vita sul web

SIAMO GIUNTI AL WEB 2.0, si sono sprecate pagine e pagine (cartacee e non) nel discettare attorno all’usabilità del web, eppure sembra che non siano ancora in molti ad aver recepito la lezione. Da anni si intima ai progettisti di iniziare a pensare con la mente degli utenti internet, di condividerne le aspettative, di immaginarsi nei loro panni. Minacce vane: i progettisti web non sembrano disposti a trattare con gli utenti.


 

L’ultimo nobile tentativo di convincere i testardi web designer è di Philipp Lenssen, full time blogger fondatore di Google Blogoscoped, un blog che esplora il mondo dei motori di ricerca, visti come un Giano bifronte, al tempo stesso chiavi di accesso al sapere e potenziali omologatori di coscienze.



Dieci e più sono le sindromi che affliggono il web, Lenssen spera di vederne alcune debellate nel 2006 e stila una lista di dieci suggerimenti a nome degli utenti.


 

  • Basta agli articoli divisi in più pagine. Dividere gli articoli non velocizza il caricamento delle pagine, (anzi, lo moltiplica per le parti in cui è diviso l’articolo); chi proviene da un motore di ricerca potrebbe trovarsi catapultato in una pagina successiva alla prima e affrontare una lettura parziale e disorientante del testo. Senza esagerare nell’essere maliziosi, l’abitudine di dividere l’articolo sembra apparire solo una scusa per ospitare più pubblicità.


     
  • I siti con contenuti artistici non richiedono navigazioni artistiche. La semplicità prima di tutto: offrire un’esperienza di navigazione non significa far sentire l’utente come se si trovasse dentro "Guernica". L’esplorazione del sito deve porsi al servizio dei contenuti e risultare efficace, gratificante e intuitiva.


     
  • Essere meno americanocentrici. Si cerchi di rendere il proprio sito accessibile a chiunque, da qualunque parte del mondo. Internet ha accorciato le distanze, si sfrutti questa potenzialità fornendo adeguati servizi di localizzazione e di traduzione (che possibilmente non suscitino risate sguaiate).


     
  • Lo spam ci sta sommergendo. Più che un proposito è un’implorazione, basta spam, per pietà!


     
  • Parola d’ordine: convergenza. Se è vero che i confini tra le funzioni dei diversi dispositivi sono destinate ad implodere e se è vero che potremmo fruire di piattaforme-factotum, perché non entrare già nell’ottica di una programmazione universale e flessibile che si possa plasmare e adattare al device sul quale viene utilizzata? Ad esempio, perché non rendere finalmente il web mobile per telefonini un’applicazione della quale poter fruire in modo accessibile e all’altezza delle sue potenzialità?



     
  • Al bando le homepage tradizionali per la propria azienda. Dal 1999 il Cluetrain Manifesto tenta di dare uno scossone alle aziende che vogliono partecipare al mercato della Rete con 95 lezioni di vita su internet, di branding e di economia, ma sono ancora molte le aziende che sfuggono il contatto con il consumatore e che considerano il loro sito come un depliant cartaceo.



     
  • La qualità vince sui tempi di caricamento. E’ammirevole il tentativo di ottimizzare la qualità, ad esempio, dei video, in funzione dei tempi di caricamento propri delle diverse dotazioni dell’utente: peccato che spesso tempi di caricamento brevi si traducano in clip decisamente non fruibili. Per il 2006 si spera in compromessi meno sbilanciati a sfavore della qualità, e magari in link diretti ai video, senza introduzioni pubblicitarie, i cui tempi di caricamento sono ancor meno sopportabili per l’utente.


     
  • Sbandierare l’ URL del proprio sito non va più di moda. Sono finiti i tempi della bolla speculativa, in cui un “punto-com” bastava a generare introiti. Alla tv non è necessario ricordare l’indirizzo del proprio sito, l’importante è esserci ed essere ben posizionati: l’utente interessato che ricorda il marchio non avrà difficoltà a rintracciare l’azienda mediante un motore di ricerca.

     
  • Firefox è il browser più sicuro? E’ il più sicuro perché non è l’obiettivo di coloro che tramano contro l’utente medio (l’85 % circa è dotato di Internet Explorer) che naviga su internet. Si smetta di propagandare Firefox come il miglior browser in assoluto, piuttosto tutti coloro che sono in grado di farlo lavorino in un’ottica collaborativa cercando di provvedere tempestivamente segnalando le falle e intervenendo con eventuali patch per tapparle.

     
  • Caratteri piccoli = minima leggibilità. L’equazione non è ancora abbastanza ovvia, nemmeno gli esperti di usabilità riescono a farla entrare in testa ai designer web.

Incomunicabilità è spesso la relazione che lega progettisti e aziende da un lato, e utenti dall’altro. Oltre ai dieci propositi per il nuovo anno sarebbe auspicabile, più in generale, ripensare questa relazione, sviluppando un dialogo che coinvolga l’utente come costante punto di riferimento, non come se fosse, banalmente, il destinatario del prodotto “da vendere”.


Riferimenti

I progettisti ideali secondo Lenssen

Il "guru" dell'usabilità: Jakob Nielsen

Sito italiano dedicato all'usabilità

Design centrato sull'utente: i principi di Norman