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IPv6, il protocollo della rete di domani

IPv6, il protocollo della rete di domani

di STEFANIA GIAFFREDA (22 01 2006)

Web: il nuovo protocollo IPv6 promette velocità, capacità e prestazioni maggiori

Addio protocollo IPv4. Arriva il nuovo protocollo Web: si chiama IPv6 e ben si adatta all’evoluzione costante della rete Internet. L'Internet Protocol (IP) nella versione oggi diffusa, chiamata “version 4” (IPv4), è pronta a lasciare il suo posto al nuovo IPv6.
 
 
 

La vecchia tecnologia su cui si basava la Rete delle reti, l’IPv4, fu definita quando Internet era ancora una rete di università e centri di ricerca sovvenzionata dal governo USA. I cambiamenti conseguiti dagli anni ’90 in poi hanno trasformato Internet nella rete commerciale attuale e l’Internet Protocol nel protocollo base per tutte le comunicazioni dati .
 
 
 
Ma l’IPv4 presenta una  ridotta capacità di gestire la raggiungibilità reciproca fra singoli oggetti e fra singoli utenti. Tra i suoi limiti uno dei più problematici è la penuria degli indirizzi, che, essendo codificati su 32 bit, consentono di individuare in linea teorica fino a 4 miliardi di terminali, ma in pratica molto meno. Per tale ragione, e non solo,  diventa sempre più difficile per l’IPv4 sostenere il tasso di crescita di Internet e le esigenze di nuovi servizi.
Esso inoltre risulta non facile nella configurazione delle reti e dei terminali, dispone di uno spazio di indirizzamento in via di esaurimento e non offre soluzioni semplici al problema di dover rinumerare una rete quando si cambia Internet Service Provider (ISP).
 
 
 
Diversi meccanismi sono stati sviluppati nel corso degli anni per superare queste limitazioni, come DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol) per la configurazione automatica dei terminali ed i NAT (Network Address Translator) per permettere il riutilizzo degli indirizzi, ma ciascuno di questi presenta significative limitazioni.
 
 
In particolar modo nei paesi altamente popolati dell’Asia come l’India e la Cina lo spazio per l’indirizzamento dei dispositivi in rete è insufficiente. Il suo successore, chiamato Internet Protocol version 6 (IPv6), in cui gli indirizzi sono codificati in 128 bit permette di assegnare un indirizzo univoco per ogni terminale da impiegarsi nelle comunicazioni con Internet.
 
 
Inoltre sono anche disponibili altri due tipi di indirizzi, assegnati alla medesima macchina: uno per comunicazioni limitate all'ambito locale (LAN), uno per un ambito allargato come ad esempio l'azienda. IPv6 è la seconda versione dell’IP ad essere ampiamente sviluppata, e sta formando le basi per la futura espansione di Internet. Il nuovo IPv6 promette di gestire indirizzi illimitati e facilitare le connessioni always-on, fondamentali per la convergenza tra reti fisse e mobili e gradite anche ai P2P.
I recenti sistemi operativi dei PC dispongono già di IPv6 ed anche i principali costruttori di router hanno inserito nei loro prodotti il supporto nativo di questo protocollo.
 
 
 
Il problema principale per il decollo dell’IPv6 riguarda la transizione dall’attuale Internet ad una nuova Internet. È necessario prevedere una migrazione graduale, perché IPv4 ed IPv6 possano coesistere in una rete, in un router o su di un PC perché le applicazioni oggi presenti per ambienti Intranet ed Internet basate su IPv4 non sono in generale utilizzabili così come sono su reti IPv6, ma devono essere modificate in modo da poter utilizzare indirizzi più lunghi.
 
 

Riferimenti
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