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Med: usare i media per educare?

Med: usare i media per educare?

di BENEDETTA COSMI (15 03 2006)

A confronto in un convegno i maggiori esperti di media education

AL CENTRO CONGRESSI de "La Sapienza" a Roma, si è tenuto il 3 e 4 marzo il convegno per “i dieci anni di Media Education in Italia ed in Europa”, organizzato dal MED, l’associazione italiana per l’educazione ai media e alla comunicazione. 


La Media Education, già materia di insegnamento presso alcune facoltà , è da quest'anno materia cardine in una delle nuove lauree specialistiche sorte presso la facoltà di  Scienze della comunicazione. Nel contesto internazionale la ME ha un riconoscimento significativo e si collega all’esigenza di fornire risposte ad un mondo sempre più complesso, nel quale i media giocano un ruolo determinante; alla sfida di trasformare il potenziale di pericolosità che si attribuisce loro in “educazione coi media”, “educazione ai media”.

Il compito che la ME si pone è educare le nuove generazioni e gli adulti alla competenza mediale, adeguando il nostro Paese ai processi di cambiamento della società e della scuola. La sfida è dare fiducia alla contaminazione tra il mondo delle scienze dell’educazione e quello delle scienze della comunicazione.

Il MED ha chiamato a raccolta esperti qualificati dell’università, delle scuole, delle associazioni e dei media organizzando le due giornate  come momento di confronto. Un indiscusso successo di partecipanti sia tra i relatori sia tra il puubblico; con un venerdì intenso e un sabato mattina che ha riconfermato la sala gremita.
Due punti dell’intervento del presidente, Roberto Giannatelli, hanno indicato i sogni e gli impegni per la Media Education. Rivolto ai Direttori Generali del MIUR che sedevano in prima fila, ha alzato i toni: “l’istituzione di un curriculum di media education nella scuola primaria e secondaria, e la preparazione degli insegnanti di questa nuova disciplina, i media educator”. La passione del salesiano, professore presso Scienze della Comunicazione nell’indirizzo “Scienze della Cultura e dei Processi Formativi”, esplosa col sogno di “spalancare le porte di viale Trastevere” ci ha condotto al secondo sogno: la costituzione a Roma di un centro d’eccellenza per la ME nel nostro Paese. Esso chiama in causa il fascino della “Association for Media Literacy” del Canada: “un luogo dove si possa raccogliere la documentazione relativa alla media education da ogni parte del mondo, un laboratorio di idee e di sperimentazione, una casa aperta a chiunque voglia incontrare coloro che credono nella causa della ME”, e cercano i mezzi e le strategie per "migliorare la visione dei media".
 
L’educazione ai media. In una Italia dove si preferiscono sinonimi al verbo “educare”, la Media Education nasce dall’esigenza di garantire i supporti utili per uno spirito critico maturo, l’unico che liberi il fruitore dei mass media dal ruolo del plagiato, e che gli fornisca le competenze per scegliere le proprie chiavi di lettura.
 
"La Sapienza di comunicare" diventa quindi occasione per lanciare segnali alle istituzioni, e una opportunità di confronto e di incontro fra più scuole di pensiero. Parla di interdisciplinarietà il presidente della conferenza dei presidi dei corsi di laurea di scienze della comunicazione, prof. Mario Morcellini, a conclusione dei lavori delle quattro sessioni. Da segnalare la rilevanza della terza : “Media Education in Europa”, alla presenza, tra gli altri, del prof David Buckingham (University of London), per ciò che il prof Cesare Rivoltella sottolinea. È il lavoro internazionale a stimolare la ricerca di risultati anche in Italia.
Il clima della giornata, lo stesso che ha ispirato lo slogan : “Siate consapevoli della forza che siete”, è sintetizzabile dall’ esortazione del preside Morcellini di uscire dalle fortezze delle tribù scientifiche:  “Sentirsi un militante MED”.

Riferimenti

Associazione Italiana per l'educazione ai Media e alla Comunicazione

Media Education nel Regno Unito

Il Mediario: portale italiano sull'educazione ai media