Come può la tecnologia ledere i diritti dei più indifesi? Secondo il rapporto aumentano giorno dopo giorno le occasioni di esposizioni ad immagini pedo-pornografiche e di adescamento a scopo di molestie. Una vera e propria moltiplicazione di canali attraverso i quali la violenza sessuale si insinua nella vita quotidiana.
E’ ormai quasi obsoleto il tradizionale canale dei siti web, mentre le immagini incriminate arrivano agli occhi dei piccoli utenti tramite spam, file sharing, cioè lo scambio di immagini attraverso i più diffusi software di peer to peer e semplici telefoni cellulari abilitati all’invio di messaggi di testo (sms) e foto (mms), sempre più diffusi anche tra i bambini.
3.106 le segnalazioni di materiale pedo-pornografico inviate al sito del progetto
" stop-it " fra il 2003 e il 2004. "E’ dunque necessario" -spiega Carlotta Sami, direttore dei programmi di Save the Children Italia- "intensificare i controlli sui servizi di condivisione di file e dati, sia via internet che via cellulare”.
Non solo pornografia. Save the cildren documenta il ruolo del web anche in altri fenomeni di sfruttamento sessuale, come la prostituzione minorile. La rete diventa un mezzo di pubblicità e di intermediazione utilizzata dai gestori dei traffici per promuovere i propri servizi. In questo modo il cliente può trovare on line ciò che cerca e prenotare subito un appuntamento.
Il web è stato anche utilizzato per segnalazioni di ragazzi stranieri da inserire nel giro della prostituzione, favorendo in questo modo le migrazioni a scopo sessuale.
Insomma: da rete “amica”, internet può facilmente trasformarsi in una temibile nemica dei minori. Diventa una priorità promuoverne un uso sicuro.
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