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Sette in condotta, 10 e lode in fantasia

Sette in condotta, 10 e lode in fantasia

di VINCENZO CARBONE (31 03 2006)

Web: ecco a voi le note disciplinari più strambe d'Italia

“Motivazione personale: indisposizione”. E finchè si trattava di giustificazioni “femminili" va bene, ma chi non ricorda questa frase come la soluzione di tutte le giustificazioni anche per molti maschietti? Certo, c’era anche “motivi familiari”, ma il più delle volte il prof si indispettiva.


 

 
Il libretto delle giustificazioni e le note disciplinari sul registro erano (e sono) un'ispirazione per molti studenti e professori. Se delle prime ci sono testimoni diretti di frasi come “motivi tecnologici” (per la sveglia che non suona o non vuole essere sentita) e “mio padre non si voleva alzare”, le seconde hanno manifestato, trasversalmente alle generazioni, la grande fantasia degli scolari.
 
 
 
Un sito blog che si chiama “7 in condotta” raccoglie le più gustose, con l’invito a mandare foto come prova di autenticità. Ecco che Pippo manda la nota arrivata in seguito a irresistibili manie di masochismo: "L'alunno B++++ D++++++ partecipando ad una strana competizione tra compagni sbatte continuamente la testa contro il muro nel tentativo di fermare con la fronte una monetina lasciata cadere radente il muro stesso dai compagni. Il rimbombo continuo provocato impedisce alle aule vicine il regolare svolgimento delle lezioni". Quando si dice usare la testa.
 
 
Pietro testimonia un certo egocentrismo da “gioventù bruciata”: "Zecchi e Magnolfi bramano la loro nota quotidiana, la pretendono, finchè non la ottengono".
La generazione del 2000 è quella della tecnologia tascabile: "S***** C****** lascia l'aula prima dell'orario di uscita dopo aver fotografato la lavagna con il cellulare sostenendo che avrebbe riesaminato la lezione a casa sua". Ancora tecnologia: "L'alunno G.N. fa colazione in classe con latte e cereali mentre gli alunni N.F., G.R. e B.M. documentano l'accaduto con dei video telefonini". Poi c’è chi ne approfitta per cambiare look: "L'alunno A. assente dall'aula dalle ore 12.03, rientra in classe alle ore 12.57 con un nuovo taglio di capelli". Ma la scuola, a volte, è anche centro di grande solidarietà, magari un po’ esagerata: "L'alunno G. carica il compagno S. massaggiandogli le spalle al suono della colonna sonora del film "Rocky" alla riconsegna dei compiti in classe di italiano. A subirne le conseguenze l'alunno F. che veniva preso a pugni, usato come pungiball".
 
 
Spesso sono gli insegnanti a rendere divertenti, con le loro parole burocratiche o fuori luogo, azioni di comune maleducazione: "La studentessa Muolo, ripetutamente stuzzicata da Savino e Terranova, risponde con un linguaggio degno delle più fumose taverne del porto di Genova". Moderni Forrest Gump con tendenze al alcoolismo: "XXX durante la prova dei 1200 metri scappa dal campo di calcio per andare al bar della scuola, sotto applausi scroscianti dei compagni di classe". Qualcuno ha troppo poco sale in zucca: "L'alunno M. dopo la consegna del pagellino da far firmare ai genitori riconsegna il pagellino firmato 2 minuti dopo. Sospetto che la firma non sia autentica". Piccoli teppisti crescono: "L'alunno F****, chiamato per l'interrogazione, risponde chiedendomi insistentemente che macchina ho".
 
 
Piccoli sfacciati: "S.T. ha richiesto il permesso di uscire prima dalle lezioni causa sciopero degli autobus e poi esce da scuola in macchina". Una denuncia più o meno ingiusta: "L'alunno R***** Paolo puzza". In tempi di grandi dibattiti sulla laicità, pura blasfemia: "Il crocefisso dell'aula è stato rovinato. Il Cristo ora ha disegnata la maglia della nazionale". Intenti bellici da Ventennio: "L'alunno X durante l'intervallo intrattiene dalla finestra dell'aula gli alunni dell'istituto imitando Benito Mussolini, munito di fez e camicia nera, presentando una dichiarazione di guerra all'istituto che sta dall'altra parte della strada". Chiudiamo con un risultato da sovra esposizione mediatica: "Dopo aver fatto scena muta durante l'interrogazione di geografia astronomica Vxxxxx chiede di avvalersi dell'aiuto del pubblico".
 
 
Insomma, la fantasia degli studenti non ha limiti, ma spesso i professori si dovrebbero rendere conto di quello che scrivono. Si fanno portatori di quell' “avvertimento del contrario” che crea comicità perché strano, fuori dagli schemi comuni.

 
Il pezzo è finito perché qualcuno “tenta di ciclopizzare l’occhio di chi scrive”.

Riferimenti
Il sito delle note più strane del mondo