AND THE WINNER IS… la “Fame”.
Tanta fame, fame nera, fame bambina, come una piccola mano che scivola sulla bocca di una madre.
Quest’anno ha vinto la fame o, sarebbe meglio dire forse, ha vinto anche un concorso di fotografia.
Immortalata dal reporter Finbarr O’Reilly, la fame si è aggiudicata il premio “
WORLD PRESS PHOTO 06”. Si trovava in
Niger poche settimane dopo l’annuncio sorridente e altisonante dei grassi
paesi del G8: “Ed ora raddoppieremo gli aiuti al continente africano!”…dicevano.
Isteria di un momento.
"Lo scorso anno il mondo, ancora una volta, è stato preso in ostaggio dalla più grande superpotenza della Terra... Madre Natura": queste sono le parole migliori che James Colton, presidente della giuria, scrive nella prefazione del "World Press Photo 06", il catalogo edito da Contrasto che raccoglie le fotografie delle più celebri modelle del mondo, quelle che non invecchiano mai. Fame, Disastro, Guerra, Pianto: loro riescono ancora a mantenere la pelle tenera e fresca, immobili nell’incantesimo che i piccoli uomini della terra non riescono a sciogliere.
Dall'uragano Katrina che ha sconvolto il sud degli Stati Uniti, al devastante
terremoto che ha colpito il Kashmir facendo decine di migliaia di morti; dall’Afghanistan a Baghdad. Di angoli “sporchi” al mondo ce ne sono tanti.
L’edizione del 2006 ha visto la partecipazione di 4.448 fotografi che da 122 paesi hanno inviato un totale di 83.044 immagini. Nella selezione finale sono stati premiati 63 fotografi provenienti da 25 Paesi: Argentina, Australia, Bangladesh, Canada, Cile, Cina, Colombia, Danimarca, Francia, Grecia, India, Inghilterra, Irlanda, Israele, Italia, Libano, Norvegia, Olanda, Polonia, Repubblica ceca, Russia, Sudafrica, Spagna, Stati Uniti, Ungheria. Massimo Mastrorillo e Paolo Pellegrin sono gli italiani premiati in questa edizione.
Le parole sono in confronto miseri mezzi di comunicazione. Le immagini, in questo caso, sanno benissimo fare da sé.
Riferimenti
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