MONDIALI e media, binomio esplosivo e ricco per chi è appassionato di comunicazione. Nel corso del mese di calcio più caldo, che si verifica solo una volta ogni quattro anni, lo spettacolo allestito dalle tv di tutto il globo ha scalzato in questa occasione l’attenzione esclusiva alla cronaca della partita. Al centro dell’attenzione, quindi, non tanto, o non solo, gli elementi tradizionali del gioco del calcio, cioè le individualità, le prestazioni, i mattatori, le emozioni a caldo, ma una rincorsa quasi ossessiva al particolare da mettere in rilievo.
E’ questo il frutto di una precisa strategia narrativa: quello di operare una selezione della realtà funzionale alla trasmissione di un messaggio piuttosto che di un altro. In questo caso, si è notato l’intento di centrare l’attenzione non tanto sul gioco in sé, ma su alcuni elementi caratteristici del calcio attuale. Lo scopo è presto detto: ricorrere ad una comunicazione seducente del gioco del calcio, anche sfruttando l’alta qualità della trasmissione, eseguita ricorrendo a moltissime novità offerte dalla qualità digitale delle immagini. E d’altronde, è stata la festa mondiale ad imporre l’utilizzo di tutta la perizia comunicativa per rendere lo spettacolo avvincente.
Il risultato non restituisce purtroppo un’immagine trasparente di cosa sia oggi il gioco del calcio, anche su scala mondiale. Il mondiale ha offerto molti stimoli per capire meglio come il calcio diventi un’opera di comunicazione curata nel dettaglio. Tutto deve essere perfetto, anche se questo sport spesso mostra come dietro la rincorsa alla perfezione e alla vittoria ci sia altro.
Passiamo al concreto. Mettere al centro dell’attenzione la moviola degli interventi fallosi piuttosto che delle azioni salienti può significare principalmente due cose: che si tratta di una precisa scelta narrativa, o che effettivamente la competizione, anche violenta, tra squadre, ha prevalso sulla voglia di fare buon gioco.
Come sempre la realtà sta in mezzo: e lo dimostrano da un lato i numerosi casi di fair play che si sono potuti apprezzare nel corso del mese caldo, dall’altro la spettacolarizzazione di scene forti, come la testata di Zidane, le gomitate di de Rossi, gli occhi di fuori di Materazzi. Il ruolo dei media tedeschi si è giocato tra queste due polarità.
Gli elementi visuali maggiormente ricorrenti:
FISIONOMIA DEI VOLTI: le reazioni sui volti, curate in ogni dettaglio. In questo aspetto, il web l’ha fatta da padrone, e la competizione tra media ha portato a scelte differenziate (poco) ma cariche di spunti per il telespettatore. A cominciare dalle azioni salienti, per passare poi ai contrasti e fotogrammi storici dei rigori realizzati. Un po’ triste constatare che il ruolo della stampa italiana sia stato marginale rispetto ai media esteri: sui siti dei principali quotidiani italiani, le foto sono state quasi esclusivamente di provenienza straniera, dalle poche, forti agenzie mondiali, per intenderci.
STRETTE DI CAMPO SU VOLTI NOTI: è stato un effetto legato creato ad hoc per la diretta: al centro dell’attenzione politici e prime donne, nei momenti salienti, per trasmettere il senso di una compartecipazione in prima linea all’evento. Per inciso: i vip sono ritratti sempre nel corso della partita, ma durante il mondiale ad aumentare è il legame affettivo con il pubblico e di conseguenza dev’essere più oculata la selezione da compiere, pena un decremento maggiore di attenzione da parte dei pubblici.
FOLLA: al centro dell’attenzione per i suoi umori, solo raramente se ne sono potute vedere le reazioni di ira. In ogni caso, gli spalti hanno costituito una piccola parte delle riprese, che si sono maggiormente concentrate sul campo di gioco. È stata edulcorata la sua immagine, nonostante le tensioni pur presenti e accese in campo. Raramente si è data visibilità ai tafferugli sugli spalti. La speranza è che siano stati pochi, nonostante la competizione non sempre nel segno del fair play sul campo di gioco.
Una pillola per concludere, degna di attenzione per un non quantificabile tasso di fair play:
Corriere.it ha ripreso il nuovo gioco lanciato subito dopo la non proprio idillica conclusione dei mondiali. Permette di muovere Zidane mentre prende a testate Materazzi, finchè non viene espulso.
Riferimenti
Il sito della Fifa