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Un robottino si aggira nei laboratori italiani

Un robottino si aggira nei laboratori italiani

di ANTONIETTA LORENZETTI (01 08 2006)

Componenti biologiche per la prima volta saranno unite a quelle artificiali

L'unione europea ha stanziato 8,5 milioni di euro per un'idea di Giulio Sandini, attivo all'università di Genova e direttore di ricerca dell'IIT, l'Istituto italiano di tecnologia.


 

 
Il progetto è stato affidato a due importanti centri genovesi che da sempre svolgono ricerche in materia, coadiuvati dagli specialisti della Scuola Normale Superiore di Pisa e dall' Università di Ferrara. Oltre al contributo toscano, hanno collaborato l'Università di Stanford, quella di Lisbona e di Tokyo,oltre al MIT di Boston.
 
 
La collaborazione tra questi enti ha dato alla luce un cucciolo di robot, le cui dimensioni saranno all'incirca quelle di un bambino di 2 anni e mezzo.
 
L'elemento che differenzia il robottino italiano dagli altri prototipi è che il suo cervello non sarà completamente artificiale,bensì anche parzialmente biologico. L'intelligenza artificiale apre, così, gli occhi su una realtà non solo prettamente robotica, ma che convive con alcune componenti organiche.
 
Gli esperti affermano che sarà capace di muoversi autonomamente e che senza l'intervento dell'uomo riuscirà a riparare le parti che rileverà danneggiate.
Ciò permetterà a Robotcub, questo è il suo nome, di essere impiegato senza problemi respiratori in missioni rischiose: durante gli incendi o quando si verificano alluvioni difficili da gestire.
 


Le ricerche
stanno sviluppando nuovi sistemi che permetteranno al robot di relazionarsi con l'ambiente circostante. Riuscirà ad apprendere e reagire ai cambiamenti ambientali.
Innovativa sarà anche la struttura di Robotcub, flessibile e resistente, che gli permetterà di eseguire quei gesti che altrimenti troverebbe difficile da effettuare.