FARE soldi. Farli facilmente. Per molti è una ragione di vita, per altri una sfida. Per tutti prelevare denaro da bancomat è un’azione necessaria e quotidiana. E a chi non è venuto in mente che, come tutte le macchine, le distibrutrici di soldi potrebbero impazzire?
In realtà i bancomat sono regolati da sofisticati sistemi informatici. Nessuno, per ora, ha mai visto schizzare fuori banconote. Eppure in
Virginia, negli Usa, qualcuno è arrivato ad ingannare un sistema di prelievo soldi. Un cittadino, più furbo o più imprudente degli altri, è riuscito ad accedere al menu di configurazione cambiando quel poco che bastava per guadagnare soldi. L’americano, dopo aver studiato a fondo il manuale della cassa scaricato da internet, ha avuto vita facile con il sistema.
La macchina è stata “ingannata” ed emetteva banconote da 20 dollari, credendole da 5. Il gioco era semplice, non dava nell’occhio e dava un ricavo di minimo 15 dollari a prelievo. L’uomo è diventato una specie di Arsenio Lupin della rete, tanto da suscitare le attenzioni dei bloggers e addirittura della Cnn. Nel lead del suo
servizio per la televisione, il giornalista definisce il fatto “The perfect crime”.
L’errore del “Cashmashine Hacker” è stato quello di non resettare il sistema, regalando “la mancia” anche ai prelevatori successivi. Così, nel giro di due settimane, un cittadino onesto ha dato l’allarme. Il tecno ladruncolo è ancora a piede libero, ma le
telecamere a circuito chiuso lo condannano.