BELGIO, ore 20:15. L’emittente nazionale
RTBF ha in programma uno speciale su alcune stringenti questioni aperte all’interno dello stato. È il solito speciale, “Questions à la une” il suo titolo, e in molti lo hanno notato sui settimanali per il titolo provocatorio della puntata:
i fiamminghi sono più corrotti dei valloni? Si prevede un grande afflusso di pubblico, che guarderà in prima serata il suo bel reportage sui fiamminghi e sulle loro magagne, magari a ora di cena, crauti e birra a volontà. In questo stato, correnti nazionaliste di estrema destra, come il
Vlaams Belang, o il
Front National, rivendicano l’autonomia della lingua e della cultura fiamminga, quella a nord del Belgio.
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Inizia la trasmissione, e inizia lo choc: il contenuto della puntata è ben altro. Chi si aspettava il solito polpettone da approfondimento cucinato con calma mesi prima è destinato a ricevere un colpo al cuore. Immagini inconsuete, in diretta dalla Commissione Europea, dalle province fiamminghe , da Bruxelles. Persino catalani e baschi in festa, perché ora potranno fare anche loro quello che hanno fatto i cattivoni di destra. Il Vlaams Belang, sostenuto dal suo leader indiscusso Filip Dewinter, annuncia la grande notizia: , si è costituito uno stato fiammingo libero e indipendente, che non appartiene né alla nazione belga, né all’Unione Europea, né alle Nazioni Unite. Proprio così: alla base, ci sono ragioni economiche, relative ai suoi maggiori livelli di sviluppo dell’imprenditoria locale, politiche, legati ad una differente concezione del intervento statale in economia, e linguistiche, legati alla volontà di preservare la purezza della lingua fiamminga.
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Ospiti in studio manifestano la propria reazione di shock. Nervi a fior di pelle nel Senato belga, dove i parlamentari accorron
o senza comprendere bene quasi cosa sia successo. Per strada, alcune persone vengono informate della notizia dell’ultima ora proprio dai giornalisti della RTBF, intenti a raccogliere voci di popolo. Grande confusione anche nelle istituzioni europee, dove lo stesso Barroso è presente e rimane, lo si può vedere in diretta, altamente perplesso. Nel frattempo, gli eurocrates si radunano per un aggiornamento da cardiopalma a ora tarda. La gente ne risente: le corse dei treni vengono bloccate, a casa a piedi, o con un fortunoso passaggio. Gli aerei diretti a Bruxelles sono dirottati sugli altri aeroporti: Charleroi, Anversa, Ostende, Liegi.
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Cosa succederà, ora che il Vlaams Belang ha lanciato apertamente la propria battaglia, con la massima azione politicamente sostenibile? Che ne sarà dei disoccupati valloni, che, fino ad un giorno prima, acquistavano i meno cari biscotti fiamminghi? Il clima è di grande perplessità, dopo il fulmine a ciel sereno. Ancora increduli, i telespettatori da casa notano però in fondo allo schermo una illuminante sovraimpressione: “cette est une fiction”. Che cosa vuol dire? Alla tragedia si aggiunge la volontà di qualche maniaco del boicottaggio dell’ultima ora, pronto a fare della tragedia un motivo di loisir? No, molto più banalmente cala il sipario sulla messinscena provocatoria di RTBF. La breaking news destinata a sconvolgere le redazioni a ora tarda si rivela una grande, spettacolare messa in scena, architettata anche nel dettaglio di pubblicare sui settimanali un titolo di puntata accattivante. La polemica accesa del fronte nazionale si rivela a ben vedere solo un grande pretesto: serve a fare più audience, tra le proteste politiche dell'indomani …
Riferimenti
La politica in Belgio
Estratti sul pensiero politico di Dewinter