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Premiata la "cultura game"

Premiata la "cultura game"

di ARIANNA MONTEMURRO (06 02 2007)

Il governo francese concede sgravi fiscali ai produttori di videogiochi culturali

Progettati per simulare esperimenti scientifici, poi divenuti fonte di accanimento per molti patiti, ora i videogame sembrano vivere un momento di grande serenità.
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Per tutelare la loro immagine positiva, il governo francese ha deciso di investire nel settore ludico attraverso agevolazioni fiscali a favore delle aziende locali. Secondo il parere autorevole di Renaud Donnedieu de Vabres, Ministro della Cultura e della Comunicazione francese, alcuni videogiochi presentano contenuti di alta rilevanza culturale. Per questo motivo,  il governo ha deciso di finanziare il 20% sui costi aziendali, fino ad in massimo di 3 milioni di euro per ciascun produttore di videogiochi con larghe vedute culturali e comunicative.
 
La nota parlamentare afferma, infatti, come i videogiochi siano utilizzati in Francia da più di 15 milioni di utenti, rappresentando un settore affermato e trainante dell'economia. Quelli culturalmente elevati, poi, saranno addirittura prodotti agevolmente!
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Fatto sta che la possibilità di dare vita ad un'intelligenza connettiva è presa in sempre maggiore considerazione dal mondo della scuola. L'interconnessione di persone tra di loro comunicanti è considerata una grande possibilità di crescita pedagogica (ovviamente sostituendo la componente competitiva, propria del gioco, con una meramente collaborativa). Questo concetto pregnante è oltretutto sottolineato dall'attenzione che le università e gli istituti di ricerca dedicano oggi al mondo dei videogames e al rapporto dei giovani con la rete del world wide web.
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Gli studi effettuati mettono in luce come coloro che sin da piccoli siano abituati ad avere a che fare con mezzi di comunicazione ad alto contenuto di immagini riescano a sviluppare una capacità di risposta agli stimoli visivi superiore a quella di un pubblico che non ha avuto molto a che fare con questo mondo effimero  ed evanescente. Per questo motivo, i primi sviluppano più facilmente una pronta reazione agli stimoli visivi decisamente immediato.
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Il problema, ora che la rilevanza dei videogames è da più parti ribadita, diventa stabilire quali possono essere considerati i videogiochi a contenuto culturale e quali no. E soprattutto, chi ha sempre avuto a che fare con il "velato" mondo virtuale, saprà recepire accuratamente i messaggi della cruda realtà quotidiana?

Riferimenti

Renaud Donnedieu de Vabres  http://www.culture.gouv.fr/culture/ministre.htm

Videogame http://it.wikipedia.org/wiki/Videogioco