Progettati per simulare esperimenti scientifici, poi divenuti fonte di accanimento per molti patiti, ora i videogame sembrano vivere un momento di grande serenità.
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Per tutelare la loro immagine positiva, il governo francese ha deciso di investire nel settore ludico attraverso agevolazioni fiscali a favore delle aziende locali. Secondo il parere autorevole di Renaud Donnedieu de Vabres, Ministro della Cultura e della Comunicazione francese, alcuni videogiochi presentano contenuti di alta rilevanza culturale. Per questo motivo, il governo ha deciso di finanziare il 20% sui costi aziendali, fino ad in massimo di 3 milioni di euro per ciascun produttore di videogiochi con larghe vedute culturali e comunicative.
La nota parlamentare afferma, infatti, come i videogiochi siano utilizzati in Francia da più di 15 milioni di utenti, rappresentando un settore affermato e trainante dell'economia. Quelli culturalmente elevati, poi, saranno addirittura prodotti agevolmente!
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Fatto sta che la possibilità di dare vita ad un'intelligenza connettiva è presa in sempre maggiore considerazione dal mondo della scuola. L'interconnessione di persone tra di loro comunicanti è considerata una grande possibilità di crescita pedagogica (ovviamente sostituendo la componente competitiva, propria del gioco, con una meramente collaborativa). Questo concetto pregnante è oltretutto sottolineato dall'attenzione che le università e gli istituti di ricerca dedicano oggi al mondo dei videogames e al rapporto dei giovani con la rete del world wide web.
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Gli studi effettuati mettono in luce come coloro che sin da piccoli siano abituati ad avere a che fare con mezzi di comunicazione ad alto contenuto di immagini riescano a sviluppare una capacità di risposta agli stimoli visivi superiore a quella di un pubblico che non ha avuto molto a che fare con questo mondo effimero ed evanescente. Per questo motivo, i primi sviluppano più facilmente una pronta reazione agli stimoli visivi decisamente immediato.
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Il problema, ora che la rilevanza dei videogames è da più parti ribadita, diventa stabilire quali possono essere considerati i videogiochi a contenuto culturale e quali no. E soprattutto, chi ha sempre avuto a che fare con il "velato" mondo virtuale, saprà recepire accuratamente i messaggi della cruda realtà quotidiana?
Riferimenti
Renaud Donnedieu de Vabres http://www.culture.gouv.fr/culture/ministre.htm
Videogame http://it.wikipedia.org/wiki/Videogioco