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Immigrazione: una carta deontologica per la stampa

Immigrazione: una carta deontologica per la stampa

di SARAH SCIMò (06 02 2007)

L' Unhcr invita i mezzi di informazione ad una riflessione

Una carta deontologica per la stampa a tutela di immigrati e rifugiati. A lanciare la proposta e' stato l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), prendendo spunto dalla strage di Erba e dopo un'approfondita riflessione voluta dallo stesso rappresentante per la Regione del Mediterraneo, Walter Irvine.
Un gruppo di lavoro, spiega in una nota l'Unhcr, composto da accademici, esperti di comunicazione e giornalisti redigera' un testo che potrà diventare una Carta di autoregolamentazione della stampa nel trattare materie riguardanti l'immigrazione e i richiedenti asilo.

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In una lettera aperta ai direttori delle maggiori testate giornalistiche nazionali, l'Agenzia dell'Onu sottolinea come l’evento di Erba abbia suscitato nell’immediato ostilità verso lo straniero. A creare questa situazione ha contribuito la frettolosa ricerca da parte della stampa di un colpevole - scrive l'Unhcr – di un colpevole 'perfetto', quasi costruito in laboratorio.
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Nella lettera inviata ai direttori dei media italiani, inoltre, si sottolinea come il linguaggio giornalistico utilizzato in riferimento al fenomeno degli arrivi via mare è "allarmistico e bellico, simile a quello usato nei conflitti, nelle contrapposizioni tra entità ostili”:  Le coste siciliane sono prese 'd'assalto', Lampedusa e' 'assediata', la gestione dell'immigrazione viene definita 'lotta ai clandestini". La situazione sembra peggiorare - viene posto in evidenza nella lettera - quando si parla di immigrati arabi "principalmente ritratti dalla stampa italiana in
collegamento ad attività giudiziarie o nel contesto delterrorismo internazionale".
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Per quanto riguarda i rifugiati, l'Unhcr rileva che raramente i media si preoccupano di fare una differenziazione terminologica trail rifugiato, il richiedente asilo, l’ immigrato, il clandestino, l’extracomunitario o il profugo. Spesso questi termini vengono usati come sinonimi, senza alcuna attenzione alla connotazione giuridica di ciascuna parola. In questo caso, l’approssimazione genera confusione e sicuramente non aiuta a creare un clima di empatia per rifugiati e richiedenti asilo che, va ricordato, sono persone in fuga da persecuzioni e guerre e in quanto tali sono protetti dalla Convenzione di Ginevra relativa allo status di rifugiati del 1951. Persone, va sempre ricordato, che non hanno scelta e che, se potessero, vivrebbero nei propri paesi in pace e dignità.

Riferimenti