Dal 1997 L’OMS ( Organizzazione
mondiale della Sanità) ha indicato come massima priorità la necessità di condurre attente ricerche sulla relazione tra telefoni cellulari e l’incidenza di alcune malattie: tumori al cervello, cancri delle ghiandole salivari, neurinomi dell’apparato acustico, leucemie e linfomi.
Indubbiamente è un progetto che ha ATTIRATO da sempre l’interesse collettivo se si pensa che oltre 2 miliardi di persone usano quotidianamente il telefono portatile.
Molteplici studi di caso-controllo ( vale a dire, tra un gruppo di persone malate e uno di individui sani,
entrambi abituati a utilizzare i cellulari) sono stati messi in atto sotto il coordinamento del “Centre International de Recherche sur le Cancer” di Lione.
Dopo diverse sperimentazioni stanno cominciando a circolare i primi risultati.
A dicembre 2005, l’OMS ha diffuso una serie di risposte agli interrogativi più comuni ed argomentazioni più che rassicuranti.
Per quanto concerne il cancro, viene giudicato “del tutto improbabile” che l’esposizione ai campi di radiofrequenza emessi dai telefonini possa favorire la formazione di tumori.
Patrizia McKinney, studiosa presso l’Università di Leeds, è giunta ad una conclusione: “ Un uso regolare del cellulare non aumenta negli utenti il rischio di
glioma. Non sono riscontrabili legami tra il tumore al cervello e l’utilizzo del telefonino”.
Il cellulare come qualsiasi aspetto innovativo ha riscontrato da parte dell’opinione pubblica consensi ma anche ostilità.
Entusiasmo da parte di coloro che vedono nello smartphone un mezzo che ci ha permesso di accorciare le distanze, risparmiare tempo, insomma, di semplificare e gestire al meglio la fruizione del nostro vivere quotidiano; ostilità da parte di coloro che ritengono se ne faccia un uso invasivo.
Ci sono, però, vari rischi connessi a quest'ultimo aspetto.
Il primo, che è anche il più evidente, è quello di sviluppare una vera e propria “dipendenza” dal telefono cellulare. Gli italiani sono in testa a questa “negativa” classifica, e lo sono soprattutto i ragazzi.
Secondo vari studi attinenti alla Sociologia della Comunicazione, il telefonino sta facendo sviluppare modalità di relazione con gli altri sostitutive a quelle dirette. Il rischio è quello che il cellulare possa diventare ben presto un elemento sostituibile della comunicazione reale, “faccia a faccia”, con la conseguenza di perdere di vista anche la persona vera
L’ultimo aspetto su cui riflettere è notare quanto il cellulare sia considerato centrale anche dai genitori, che ormai lo regalano ai figli che frequentano la scuola elementare.
Quasi un “cordone ombelicale” che permette di sconfiggere con un colpo di telefono, o con un semplice messaggio rassicurante, situazioni di ansia e panico.
Ma può allo stesso tempo diventare un “guinzaglio”, impedendo al bambino di sviluppare la propria identità, autonomia e responsabilità.
Pensiamoci.