Dalla riduzione del cuneo fiscale, passando per il conflitto di interessi, la Tav, le grandi opere, fino agli appelli finali. Berlusconi e Prodi incrociano le armi per un'ora e 32 minuti. E non risparmiano le stoccate. Ecco un'ampia sintesi della prima sfida tv della campagna elettorale 2006.
PRODI: "Per tagliare il cuneo fiscale, non si aumenteranno le imposte indirette. L'ora di lavoro è gravata da un'imposta del 32,5%, questo danneggia moltissimo la concorrenza delle imprese. Per reggere dobbiamo abbassare il costo lavoro, dando una spinta al sistema produttivo. Abbiamo fatto tutti i calcoli, di cinque punti lo possiamo abbassare. In Italia siamo devastati dal lavoro precario, che costa molto meno di imposte del lavoro a tempo indeterminato. Dobbiamo aumentare il costo del lavoro precario, diminuire il costo dell'ora lavorata, fare in modo che non convenga assumere lavoratori precari. Non possiamo avere un sistema in cui costa meno prendere un ragazzo tenerlo due mesi, poi licenziarlo, poi riprenderlo, che non assumerlo a tempo indeterminato. L'evasione fiscale è uno dei tarli del nostro paese, non è retorica. Quando sono stato al governo, senza variare minimamente il tasso delle imposte, arrivavano sempre più soldi. Perché la gente aveva capito che noi le imposte le facevamo pagare a tutti. Eravamo seri. Gli italiani, quando c'è una giustizia distributiva, non sfuggono a questo obbligo. Dobbiamo far capire che è necessario ripristinare un'etica del dovere per tutti i cittadini."
BERLUSCONI: "Prendo atto che il signor Prodi adesso ha a cuore la riduzione del costo del lavoro, ma proprio durante il suo governo il suo ministro Visco fece approvare l'imposta che abbiamo chiamato imposta rapina, l'Irap, che colpisce il lavoro delle aziende ed è assolutamente negativa. Il nostro è l'unico Paese che ce l'ha in Europa. Le tasse noi le abbiamo ridotte alle famiglie meno agiate. Sono oggi 10 milioni in più i contribuenti che non devono fare la dichiarazione dei redditi, ne avevamo trovati 2,5 milioni. Ma sono l'80% i contribuenti che pagano qualcosa di meno. Per quanto riguarda il progetto dell'Unione di ridurre di 5 punti il cuneo fiscale, intanto il professor Prodi è stato smentito da Fassino. Lui ha detto “lo farò nei primi 100 giorni”, Fassino dice “lo faremo in 5 anni”. I sindacati sono contrari. Perché 3 punti possono essere ridotti, essendo oneri vari che attengono a destinazioni diverse, mentre i successivi due punti dovrebbero intaccare i contributi pensionistici. Ne deriva che, se si dovesse andare a ridurre di ulteriori due punti oltre i tre, in futuro le pensioni verrebbero ridotte. Immagino che la risposta possa essere l'aumento dei contributi ai lavoratori autonomi. Non credo si possa fare perché artigiani, commercianti, professionisti chiederebbero pensioni più alte. Per quanto riguarda invece l'evasione fiscale, noi abbiamo messo in atto strumenti concreti affinché l’evasione sia ridotta."
PRODI: "L'Irap è un'imposta che ne ha sostituite sette e che costituisce la base per finanziare la salute. E' un'imposta estremamente importante. Non è stata dichiarata illegittima e sarà giudicata dalla Corte. Il governo non l'ha affatto abolita, ma la tiene anche nel programma futuro. Se fosse stata un’imposta così disgraziata, il governo l'avrebbe rivista dato che ha avuto 5 anni in cui ha fatto tutto quello che ha voluto. Sia chiaro che il cuneo fiscale lo ridurremo di 5 punti nel primo anno, lo confermo: nessuna pensione sarà intaccata. Anzi, sarà nostro preciso impegno assicurare alle persone meno abbienti che il loro potere d'acquisto verrà preservato qualsiasi sia il futuro del nostro Paese."
BERLUSCONI: "Il Professore Prodi non sa che la Commissione Europea di Giustizia ha bocciato l'Irap proprio oggi. Non l'ha ritenuta congrua, quindi occorrerà sostituirla con altre imposte. Non siamo intervenuti sull'Irap perché la Confindustria ha preferito che incidessimo sul cuneo fiscale. In più penso sia molto difficile per il professore Prodi assicurare qualcosa quando Fassino, il leader del partito più importante della sua coalizione, dice che sarà ridotta in 5 anni. Devo constatare che il professor Prodi certe volte dà delle assicurazioni, ma ha dietro di sé una coalizione non solo rissosa al suo interno, ma che usa l'immagine del professor Prodi come front man, cioè come facciata. Essa infatti non ha tra i leader dei partiti più importanti personalità presentabili perché derivano dal comunismo. Non credo abbia l'autorità di dire “questo lo farò in 100 giorni”, quando poi il leader del partito più importante dice che lo farlo in 5 anni."
Tema: EURO
BERLUSCONI: "L'incursione dell'euro nei bilanci familiari ha prodotto un aumento dei prezzi in tutta Europa. L'euro, secondo noi, è stato introdotto con troppa fretta, senza le necessarie precauzioni, cioè senza tenere le altre monete in corso per un certo tempo. Ancora oggi il 90% degli italiani ragiona in lire. Il governo si è trovato di fronte a una decisione non sua e ha reagito con i mezzi di un governo liberale in una libera economia di mercato: è intervenuto sui grandi gruppi di distribuzione, che rappresentano solo il 30% in Italia, ed è riuscito a trovare un accordo per cui il cambio fu fatto usando la calcolatrice. Purtroppo il 70% degli altri esercizi commerciali è costituito da piccoli o medi esercenti con i quali non è stato possibile accordarsi. Il governo ha puntato tutto sul contenimento dell'inflazione e ci è riuscito. L'anno scorso l'inflazione si è fermata all'1,9%, un livello storicamente molto basso. Poi ha dato una mano alle famiglie più disagiate, soprattutto agli anziani. Ha aumentato le pensioni ad un milione a 851 mila pensionati, e prossimamente gliele porterà a 800 euro. Ha aumentato ai dipendenti pubblici lo stipendio al di là dell'inflazione. Il governo ha creato molti posti di lavoro: sono 22 milioni 600 mila gli italiani, è un record storico anche questo, che oggi sono al lavoro. Questa è la politica sociale più importante che si può fare. Infine, è intervenuto anche con i suoi poteri di controllo. Tutte le volte che ci sono state denunce, la Guardia di Finanza è intervenuta. Di più un governo in un libero mercato non può fare, nemmeno le dittature sono mai riuscite a controllare i prezzi.”
PRODI: "Non è vero che gli altri paesi abbiano avuto degli sbalzi di prezzo come i nostri. Non è vero che siano rimasti inattivi come l'Italia. Noi avevamo una commissione centrale che Ciampi ed io avevamo costituito con il nostro governo. Le commissioni provinciali non sono mai state convocate. Non si è fatto nulla, nemmeno per avere il doppio prezzo nei cartellini per lungo tempo. Faccio un esempio molto semplice: Bolzano e Innsbruk, due città uguali, in Austria e in Italia, entrambe hanno avuto l'euro. Prima dell'introduzione dell'euro, su 72 beni di consumo generale solo 18 costavano più a Bolzano che a Innsbruk e la gente veniva a far spesa in Italia. Adesso la metà costa più a Bolzano che a Innsbruk. Allora mi chiedo come mai in Austria non ci sia stata una lievitazione dei prezzi e in Italia si e il perché di comportamenti così diversi. Questa è una domanda a cui il governo deve rispondere, perché gli italiani sanno benissimo di chi sia la responsabilità e non è possibile più sfuggire a una cosa talmente evidente. Il Presidente del Consiglio poi ha insistito che si sarebbe dovuto cambiare a 1.500 lire per euro. Mi chiedo come possa dire una cosa del genere, quando tutti spingevano perché si potesse arrivare a un cambio a 2000 lire, conveniente poi per esportare. A 1.500 lire tutto il sistema italiano sarebbe fallito. Quando riuscimmo ad arrivare a tale obiettivo, fu un vero trionfo. Tra l'altro lodato anche dal ministro Tremonti, come un risultato forte. Ora ci si deve spiegare perché quando l'euro entrò fu un trionfo e ora, dopo qualche anno, è diventato un problema. I problemi li ha creati il governo."
BERLUSCONI: “Non posso che sorridere davanti a questa tesi bislacca. In che modo il governo sarebbe intervenuto per far aumentare i prezzi? La verità è che quelle commissioni individuate da Prodi non avevano nessun potere di intervento sul mercato. Erano ancora una volta commissioni dove mandare i loro amici, le loro clientele, secondo la concezione della sinistra che inventa sempre entità in più. Nel programma che ho letto, con molta fatica, dell'Unione ci sono 45 entità in più, tutte con una pletora di addetti che fanno aumentare i costi dello Stato. Poi ci si lamenta che con la sinistra sia garantito l'aumento della pressione fiscale. Avevano individuato, come al solito quando non sanno come risolvere un problema, delle commissioni che non avevano alcun potere. Non è vero poi che a Parigi o altrove i prezzi erano superiori a quelli italiani, ci sono stato personalmente e assicuro che è una frottola."
Tema: CUNEO FISCALE
PRODI: "I cittadini sono scottati perché si aspettavano riduzioni fiscali che non sono arrivate. In questo caso le riduzioni invece arrivano. C'è una modulazione del costo del lavoro tra stabile e precario. C'è anche il discorso chiaro delle rendite finanziarie, che trova l'accordo di tutti. Siamo reduci da un'estate in cui abbiamo avuto plusvalenze incredibili che non sono state tassate dal governo Berlusconi. In terzo luogo, la lotta all'evasione fiscale: un discorso serio, non ridicolo. In questi anni abbiamo avuto livelli di evasione impressionanti perché gli introiti dello Stato non sono aumentati nonostante l'enorme quantità di condoni che avrebbero dovuto portare il risanamento delle finanze dello Stato ed invece hanno portato irregolarità al sistema tributario. La somma condoni più imposte non è arrivata nemmeno a coprire quello che si prevedeva che sarebbe arrivato dalle imposte. Il bilancio dello Stato è così in una situazione disastrosa. Non troveremo mai i soldi per ridurre il cuneo fiscale se la spesa pubblica continuerà a crescere senza controllo come in questi anni, del 2,5%. Ma un Paese decente controlla la spesa pubblica come si propone di fare."
BERLUSCONI: “Devo rispondere all'affermazione di Prodi sui conti disastrati. Il Professore non sa probabilmente che l'Ecofin oggi ha approvato i nostri conti del 2006, con un deficit di 4,1%, con in particolare un apprezzamento del presidente dell'Ecofin, che si è detto ammirato perché il nostro Paese, pur in campagna elettorale, ha presentato una finanziaria con alcune riforme importanti, come quella delle pensioni, che hanno giudicato capace di riportare sotto il 3% il nostro deficit annuale. Voglio ricordare che i conti disastrati li abbiamo ereditati noi dai governi della sinistra. Nel 2001 abbiamo trovato un buco di 37 mila miliardi certificato da Eurostat e Istat, che ha portato i nostri conti al deficit del 3,2% mentre i governi dell'Ulivo avevano dichiarato lo 0,8%. Proprio a causa del malgoverno dell'Ulivo siamo andati in deficit eccessivo prima di Francia e Germania. Poi Francia e Germania hanno superato il 3%, io sono riuscito, in mezzo all'ironia di tutta la sinistra italiana, a far modificare il trattato di Maastricht che Prodi aveva definito stupido, dando la possibilità ai Paesi di andare oltre il 3%, come era necessario con la stagnazione dell'economia. Abbiamo cambiato il trattato, sostenuto l'economia con una immissione maggiore di risorse, siamo andati oggi al 4,1 e abbiamo il 2006 che è già positivo, con gli organismi internazionali che pronosticano per il 2006 una crescita media dell'1,8%. Possiamo essere ottimisti."
PRODI: “Se dobbiamo essere contenti di un deficit del 4,1%, vuol dire che il Paese è messo male. La dichiarazione di oggi del 4,1% è accompagnata da tali preoccupazioni per i conti futuri che fanno tremare le vene ai polsi di chi dovrà prendere in mano questo Paese. Non solo, sappiamo che le spese del Tesoro dei primi due mesi sono già elevatissime. Io qui chiedo che ci venga data immediatamente la trimestrale di cassa, per avere il quadro preciso con cui governare. Abbiamo avuto troppi anni di previsioni mancate. Non possiamo più di andare avanti così. Serve un quadro preciso per governare il paese quando dovremo farlo. Per questo, per la serietà che abbiamo, che in questi giorni agenzie come Moody's o il Wall Strett Journal dicono che ci si può fidare più del centrosinistra per il nostro futuro, perché abbiamo la serietà e la capacità di tenere i conti."
BERLUSCONI: “È esattamente il contrario della realtà. Ho ricordato, e Prodi non ha saputo contraddirmi, che noi abbiamo ricevuto da loro un'Italia, unica in Europa, sopra il 3%. Loro hanno distrutto i conti, il deficit eccessivo lo hanno creato loro, noi abbiamo riportato i conti al 3%, per due anni i conti sono stati in ordine, abbiamo garantito la pace sociale con investimenti importanti. Per tutta la politica sociale abbiamo fatto investimenti del 5% in più ogni anno, per un totale di 70 miliardi di euro, abbiamo investito in 71 cantieri di opere pubbliche che loro non si erano mai sognati di fare, abbiamo aumentato le pensioni e ridotto le tasse. Credo sia stata una conduzione miracolosa di conti pubblici che avevamo ricevuto con il debito più alto d'Europa, il terzo debito del mondo e i conti disastrati andati fuori dalla regola europea del 3%.”
Tema: IMMIGRAZIONE
BERLUSCONI: “Si cede alla propaganda? Mi stupisco un giudizio negativo su una situazione che è invece un nostro orgoglio: siamo il paese in Europa che ha meno immigrati, sia regolari che irregolari. Quando c'era la sinistra al governo, c'era un'immigrazione clandestina preoccupante. Siamo arrivati noi, abbiamo saputo convincere tutti i paesi rivieraschi dell'Adriatico e del Mediterraneo a stipulare Trattati di riammissione, ridurre del 51% l'immigrazione clandestina, riportare fuori negli ultimi tempi 65 mila immigrati clandestini. La sinistra vuole addirittura aprire le porte ai clandestini, perché vuole chiudere i centri nei quali vengono messi quando arrivano in Italia, e mi si dice che non abbiamo saputo controllare l'immigrazione... Le code fuori dagli uffici postali? Dimostrano che funziona la nostra volontà di regolarizzare gli immigrati e far emergere il lavoro nero. Si tratta di avere contratti di lavoro per 170 mila immigrati che sono andati davanti agli uffici postali. Mi pare che anche il modo con cui questo è avvenuto sia stato il più logico possibile: li abbiamo suddivisi in 6.300 uffici postali, sono arrivati in 470 mila. Abbiamo fatto meglio dei governi della sinistra. Abbiamo regolarizzato 635 mila lavoratori stranieri che prima lavoravano in nero e adesso versano regolarmente le imposte per circa mille miliardi di vecchie lire l'anno. Una gestione più efficace della nostra non si può ipotizzare.”
PRODI: “Chi ha visto le file di fronte agli uffici postali non riesce a rendersi conto di quello che ha detto il Presidente del Consiglio. Non capisco proprio dove viva. Forse questa catasta di numeri con cui ci vuole affogare vuole nascondere la realtà. Non è stato fatto nessun conto preciso, non si