Come funziona l’applicazione T-Informo?
Come funziona l’applicazione T-Informo?
LA TRASMISSIONE DEL DIGITALE TERRESTRE avviene tramite segnali elettromagnetici con frequenze tra i 30MHz e i 3GHz e usa come canale l’etere. Al DVB-T sono stati assegnate le bande III della gamma VHF e le bande IV della gamma VHF. I canali sono di 8MHz e differiscono per: segnale portante, tipo di modulazione e schema di codifica (questo può essere Quadrate Phased Shift Key oppure 16 Quadrate Amplitude Modulation). Il multiplexing utilizzato per T-Informo e per le altre applicazioni digitali RAI è realizzato con Coded Orthogonal Frequency Division Multiplexed.
Le reti di distribuzione possono essere: ponti radio terrestri, satelliti o fibre ottiche. In Italia sono sfruttati principalmente ponti radio convertiti alle tecnologia digitale: questa tipologia di rete si adatta, infatti, facilmente alla diffusione di programmi nazionali e locali.
La metodologia di distribuzione broadcast di T-Informo prevede l’utilizzo del protocollo DSM-CC Object Carousel (Digital Storage Media Command and Control), che permette la completa trasparenza al sistema di trasmissione del software; all’interno del box interattivo è ricostruita l’applicazione inviata senza interferenze e inutili complessità legate al canale trasmissivo. Il protocollo DSM-CC è un’estensione del MPEG, il cui unico scopo è di trasmettere dati ai ricevitori. In particolare, T-Informo è in un file system messo in onda come un carosello contenente una struttura ad albero divisa in moduli che possono raggiungere rispettivamente non più di 64 Kbytes. Questi moduli sono trasmessi ciclicamente e sequenzialmente; il box interattivo vi accede per il caricamento di T-Informo o di altre applicazioni solo quando tutti file relativi saranno ricevuti.
L’architettura di un box interattivo è rappresentata, ad alto livello, dalle applicazioni (ad esempio T-Informo), dove troviamo le API (Application Programm Interface), il software residente (i programmi preinstallati) e il firmware. T-Informo è stata progettata secondo la normativa DVB-SI che si basa sul fatto che tutti i decoder digitali hanno un navigatore in grado di presentare all’utente il contenuto delle informazioni sulla programmazione diffusa dagli operatori televisivi. Le interfacce software permettono al box di scaricare le applicazioni interattive e sono presenti esclusivamente nei decoder MHP. Tale software situato all’interno dei set-top-box garantisce la corretta esecuzione di qualsiasi applicazione in tutti i decoder presenti sul mercato.
Un ruolo fondamentale è giocato dal front-end che ricerca il segnale all’interno dell’intervallo delle frequenze disponibili sulla sintonia delle tabelle PSI/SI, riconoscendo la differente modalità trasmissiva: correzione d’errore, modulazione e symbol rate. Dopo aver acquisito i canali, questi vengono memorizzati dal box e resi disponibili all’utente.
La RAI, nella progettazione di T-Informo, ha tenuto conto delle caratteristiche tecniche dei box interattivi, composti da almeno 12 MB suddivisi in 4 MB di RAM per le applicazioni, 4 MB di video RAM, 4 MB di flash RAM. T-Informo e le altre applicazioni sono gestite dall’application manager che è il fulcro centrale del contesto MHP. Attorno all’application manager vi sono diversi tipi d’applicazioni: residenti, installabili e scaricabili. Le prime sono esclusive del box interattivo e costituiscono un fattore di differenziazione tra i produttori. Le seconde sfruttano le applicazioni residenti apportandone modifiche o migliorandone le funzionalità. Le scaricabili, infine, vengono offerte dagli operatori televisivi per rendere interattiva e interessante una trasmissione. T-Informo fa parte delle applicazioni scaricabili.