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Auditel vs Germania 2006

Auditel vs Germania 2006

di DANIELE MINISTERI (05 07 2006)

Accuratezza ed imprecisioni dei dati d’ascolto alle prese con l’evento sportivo più atteso

LA FOTOGRAFIA Auditel dei primi due interventi italiani ai mondiali conferma l’idea che l’Italia sia una repubblica fondata sul calcio. Italia-Ghana ha registrato quasi un record d’ascolti tra le prime performance della nostra nazionale ai mondiali. I dati auditel confermano un dato medio del 67,8%, ben 21 milioni e rotti di telespettatori. Una prima partita battuta solo da Italia-Austria, match d’apertura di Italia ’90, che registrò il 76,86%.

Ma l’evento tv ha segnato anche un record per Sky, diventata la seconda rete della serata con uno share del 7,06%, seguita a breve distanza da Rai Tre. Stando a questi dati il calcio batte di gran lunga la politica, che aveva raccolto, nei confronti Prodi-Berlusconi, poco più di 16 milioni di spettatori davanti ai teleschermi. Tuttavia non poche critiche possono essere mosse all’Auditel, i dati presentati infatti potrebbero essere ben più bassi di quelli reali, ma per capire bene da dove partono queste osservazioni bisogna compiere una rapida analisi sullo strumento di rilevazione, la sua storia e le sue evoluzioni.

Fino al 1981 la Rai utilizzava il barometro d’ascolto, uno strumento basato su interviste condotte il giorno dopo la messa in onda dei programmi e quindi fortemente intaccato dal fattore memoria. Altre imprecisioni si potevano trovare nel campione, composto da mille persone e quotidianamente migliorato. Lo svilupparsi delle reti private ed il bisogno di dati sempre più accurati su cui calcolare i costi pubblicitari ha presto portato allo sviluppo di nuove tecniche. Nei primi anni ’80 il barometro va in pensione, rimpiazzato dai “diari d’ascolto”. Le rilevazioni si svolgevano tramite un diario distribuito settimanalmente ad ampi campioni di famiglie. A loro era affidato il compito di tenerlo costantemente aggiornato annotando i consumi televisivi. Ma questo espediente mostrò presto i suoi limiti. L’impegno costante poneva un peso troppo alto su ogni membro delle famiglie scelte, aumentando notevolmente il rischio di imprecisioni. Inoltre il fenomeno zapping, che iniziava a svilupparsi in quegli anni, era completamente trascurato dal metodo di rilevazione.

Il 1986 vede l’affermarsi di un sistema del tutto nuovo e completamente automatizzato: l’Auditel. La metodologia utilizzata è quella del panel, una rilevazione continua condotta su 5 mila famiglie accuratamente selezionate. La gravosità dell’impegno richiesto ha portato a prevedere un campione di riserva composto da 20 mila nuclei familiari, volti a garantire un ricambio continuo. Ma il vero protagonista della ricerca è il meter, uno strumento collegato ai televisori degli appartenenti al campione e che trasmette costantemente, tramite Gsm, le informazioni su ciò che passa per lo schermo. Oltre all’apparecchio connesso alla tv ed all’unità destinata alla trasmissione dei dati vi è anche un particolare telecomando che gioca un ruolo fondamentale. Esso ha infatti un tasto per ogni componente della famiglia, più altri per gli ospiti. Il suo compito è quello di rendere possibile il monitoraggio di chi si trova davanti allo schermo, permettendo la registrazione d’inizio e fine visione.

Proprio dal meter partono i principali dubbi e le perplessità su una ricerca che costituisce la base per l’intero giro d’affari della pubblicità televisiva italiana. Il sistema infatti presenta una serie di difetti ed inconvenienti. Primo tra tutti la possibilità che ospiti, o giovani componenti della famiglia, per sbaglio o divertimento “giochino” con i tasti del telecomando dimenticando di segnalare la fine dell’ascolto.  Altro grande problema è invece quello della qualità. All’interno della ricerca non è previsto nessun metodo per rilevare quanto l’ascolto sia attento. Il fatto che nell’arco della giornata il telegiornale dell’ora di pranzo sia tra le trasmissioni con lo share più alto non vuol dire che rientri tra le più seguite.

In eventi come i mondiali errori ed imprecisioni nel monitoraggio rischiano un notevole aumento. Il dato ufficiale del 67% di spettatori va a scontrarsi con la diversa fruizione che il mezzo televisivo riscontra in determinate situazioni. La rappresentatività del campione viene sfalsata dalle esperienze collettive nelle piazze e nelle case degli italiani.

Anche questo anno, nonostante i tentativi di blocco portati avanti da Sky, la Rai è riuscita a montare dei maxischermi nelle più importanti piazze d’Italia. Accendendo nelle città quello spettacolo dato dal pubblico che fa da memorabile contorno ogni partita. Infatti il calcio, più di ogni altro programma televisivo, trasforma lo spettatore solitario in un agguerrito tifoso. Portandolo a ricercare nella fruizione di gruppo un momento di conferma e condivisione del proprio spirito sportivo. Alla visione nelle piazze vanno poi sommate le possibilità offerte da locali, ristoranti e pub sparsi su tutto il territorio nazionale. Viene spontaneo chiedersi a questo punto, quanto siano affidabili i dati sul numero totale di spettatori. Il valore reale infatti dovrebbe essere decisamente più alto del già elevato risultato presentato dall’Auditel. A questa inesattezza va poi sommata l’impossibilità di verificare quale sia l’effettiva composizione del pubblico, annullando ogni elemento di rappresentatività nel campione. Insomma, nonostante la ricerca Auditel si sia particolarmente affinata nel tempo ancora molto sembra il da farsi per ottenere dei dati precisi ed inattaccabili.

Ma l’evoluzione dei meter non si è di certo fermata. All’estero già sono iniziate le sperimentazioni su apparecchiature in grado di rilevare, tramite sensori portati dai membri della famiglia, chi si trova davanti allo schermo e per quanto tempo. Nei paesi in cui si è diffusa la tecnologia del via cavo invece le aziende testano messaggi pubblicitari da inviare soltanto ad una parte del panel di ricerca, utilizzando l’altra come gruppo di controllo. Gli sviluppi più avanzati prevedono l’installazione di meter passivi, ancora in via di sviluppo. Questi apparecchi saranno in grado di individuare ed identificare le persone presenti davanti al televisore, riuscendo addirittura a percepire se queste siano in movimento o statiche. Tutto ciò ovviamente non ha mancato di risvegliare l’attenzione delle istituzioni garanti per la privacy.

Con la diffusione del digitale terrestre e del satellitesi prevede una rivoluzione nell’intero sistema di registrazione degli ascolti. In base a sperimentazioni, già avviate anche nel nostro paese, non sarà più necessario un panel. I decoder di accesso renderanno possibile stimare direttamente quante connessioni vi sono, su quali canali e per quanto tempo. Anche questa soluzione tuttavia non soddisfa del tutto, non consentendo di verificare né quale sia il numero di spettatori effettivi, né la qualità della fruizione.


Riferimenti

Il sito dell'Auditel

Tutti i dati d'ascolto delle partire su Media Consultant