E’ strano come una persona possa essere finalmente convinta di avere tutto…uno si dice: ”Beh, adesso non mi manca niente, finalmente sto bene” e basta poco, un nonnulla, che tutto finisce. Questa è la mia storia, forse ad alcuni di voi potrà sembrare banale, ma per me non lo è. Il solo fatto che è “mia” la rende importante, unica e particolare. Di sicuro per me non è uguale alle altre che senti da amici o conoscenti. E’ mia…
Ho sempre creduto molto nell’amicizia, sin da quando ero giovane. L’amicizia occupava per me il primo posto nella classica classifica delle cose importanti della vita. Mi dicevo: “L’amore passa, l’amicizia resta per sempre”. E ne ero davvero convinta! Giulia l’ho conosciuta in ufficio, per lei era il primo giorno, era spaesata. Lo sguardo sembrava chiedere aiuto, una continua conferma di ciò che andava facendo. Era ancora una ragazza, aveva 24 anni ed il mio spirito materno non seppe resistere a quello sguardo spaurito. Io di anni ne avevo 42, e una maggiore esperienza nel lavoro. La accolsi subito a braccia aperte, per dimostrarle che non tutti in ufficio erano delle iene. All’inizio erano solo aiuti pratici, inerenti il lavoro, poi un caffè, la pausa pranzo insieme. Finché non decisi di invitarla a cena da me per presentarle la mia famiglia (Se ci ripenso ora mi maledico…o forse sarebbe successo comunque?). Paolo, mio marito, era molto curioso di conoscere la mia nuova amica, della quale non facevo altro che parlare ed esaltarne le qualità.
Non feci caso agli sguardi che i due si scambiarono nel corso della serata, le battutine che si scambiavano credevo fossero dovute alla cordialità…che stupida sono stata!
Ero felice, mio marito e la mia migliore amica si piacevano. Quando la sera andavamo a teatro, lei rimaneva con Martina, mia figlia, che era riuscita a conquistare già al primo sguardo. Veramente mi sentivo bene, mi sembrava che fossi ringiovanita, tornata ad avere anch’io vent’anni, Ed invece mi è crollato tutto addosso, improvvisamente. Notavo che Paolo stava sempre meno a casa, lo sentivo allontanarsi. Cominciavo a sospettare che ci fosse un’altra donna, ma non di certo pensavo c’entrasse Giulia! E pensare che io mi confidavo con lei, le chiedevo aiuto! Chissà quante risate si saranno fatti alle mie spalle!
Un giorno, in ufficio, Giulia era assente, una mia collega, dalla quale non mi sarei mai aspettata un gesto d’amicizia, mi aprì gli occhi sulla relazione tra mio marito e la mia migliore amica. Ero sconvolta! Mi riproposi di chiedere spiegazioni a Paolo quella sera stessa (logicamente quel giorno era insieme a Giulia). Ma non lo feci, non ebbi il coraggio di affrontarlo. E invece di punire lui, punii me stessa. Cominciai così a rifiutare il cibo, e quando ero costretta a mangiare perché in presenza di altri, me ne liberavo subito dopo. Comincia a perdere peso, non che ne avessi bisogno, ma quell’essere più magra mi faceva sembrare più giovane e bella, ai miei occhi. Andai da un medico che mi prescrisse degli antidepressivi; mi sentivo un po’ meglio ma ormai ero entrata nel circolo vizioso della bulimia. Paolo sembrava non accorgersi di niente, o faceva finta. Però aveva aumentato le attenzioni nei miei confronti. Una sera piangendo mi chiese scusa per avermi fatto soffrire e mi disse che la sua storia con Giulia era finita. Quella notte facemmo l’amore dopo tanto tempo. Ma non fu la fine dei miei incubi. Ormai non riuscivo a smettere di correre al bagno ogni volta che ingurgitavo qualcosa, quando lo facevo. Non riuscivo più nemmeno ad occuparmi di Martina, ero debole.
Un giorno, colta da malore, fui portata in ospedale, dove mi diedero una notizia che mi fece ricominciare a vivere e sperare: ero incinta.
I miei figli furono l’unico motivo per ricominciare: avevo già tradito me stessa facendomi del male, non potevo tradire anche loro. Cominciai a curarmi e fortunatamente riuscii a portare a termine la gravidanza senza alcun problema.
Ora Martina ha 6 anni e Gianluca 2, sto ancora con Paolo, il nostro matrimonio non è uscito completamente indenne da tutta questa storia, poiché non mi fido più di mio marito anche se lui fa di tutto per farmi stare sicura e tranquilla.
E’ un trauma che forse passerà col tempo, per ora le uniche persone di cui mi fido e per le quali vivo sono Martina e Gianluca. Il tempo aggiusterà le cose.
Ripenso a quei giorni, all’angoscia che provavo, a come avrei voluto farla finita…ma non ne ho avuto il coraggio, gli occhi imploranti di Martina me lo hanno impedito.
Cosa può portare una persona, una donna così in fondo? Sì, ero proprio finita nel fondo di un baratro, da cui non riuscivo ad uscire, alcune volta non lo volevo proprio. Sarebbe stato facile arrendersi e lasciare che la morte venisse a me, di certo Paolo avrebbe vissuto con l’angoscia di essere la causa della mia fine (e lì avrei avuto la mia vendetta). Invece quando ho saputo di aspettare Gianluca mi sono guardata dentro, ho dovuto farlo. E lì, nel fondo del mio cuore ho trovato la forza per reagire e smettere di fare del male a me ed ai miei figli. Grazie angeli miei…