Se da sempre le università sono centri di produzione e condivisione della conoscenza, per la prima volta un’università italiana scambia i propri saperi con un ateneo africano tramite il web: stiamo parlando del progetto
Twese Hamwe (
tutti insieme).
Il lavoro è stato realizzato da alcuni studenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Università “La Sapienza”, durante l’anno accademico 2003/2004, all’interno di Portic.ol, la piattaforma ideata da Patrizia Cinti, docente della cattedra di Formazione e Politiche delle Risorse Umane. L’attività è stata realizzata con il supporto dall’innovativo metodo d’apprendimento che vede affiancare alle tradizionali lezioni d’aula, l’uso di tecnologie ICT per la collaborazione e la condivisione del sapere.
La realizzazione del progetto, di cui è responsabile scientifico Mario Morcellini, Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione, nasce da un accordo Quadro di Cooperazione tra la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Roma “La Sapienza” - Cattedra di Formazione e Politiche delle Risorse Umane- e l’Università di Kibungo, ed è promosso da Progetto Rwanda ONLUS. L’iniziativa propone la realizzazione di un corso di formazione a distanza per gli studenti dell’Università di Kibungo, un piccolo centro abitato nel sud-est del Rwanda.
A 10 anni dal genocidio che ne ha devastato la struttura sociale ed economica, il Rwanda è oggi un paese che ha ancora bisogno di ricostruire se stesso. Gli interventi vanno dalla riqualificazione economica, all’innovazione tecnologica ma, in modo quasi sorprendente, una delle esigenze più sentite dalla popolazione e dal governo è quella di innalzare il livello di istruzione del paese. Cresce del 500% il numero di studenti iscritti all’Università ma gli Atenei non sono pronti a far fronte a tale domanda di istruzione, sia per insufficienza di docenti e infrastrutture, sia per il persistere di metodi pedagogici inadeguati.
Il progetto Twese Hamwe fornisce risposte concrete e mirate ad entrambe le esigenze: contribuire alla formazione di docenti universitari e dotare l’università di infrastrutture ICT, da un lato, e innovare il metodo pedagogico attraverso il confronto e lo scambio reciproco con la facoltà di Roma, dall’altro.
Tutto ciò avviene, concretamente, attraverso la realizzazione di un corso di formazione ai formatori via e-learning presso l’ateneo Rwandese. La caratteristica principale del corso è proprio nel metodo pedagogico utilizzato, il collaborative learning, che tramite attività di collaborazione e confronto dei partecipanti, mira a sviluppare il senso critico e il ruolo attivo del discente nell’acquisizione della conoscenza.
Sviluppare il senso critico e l’autonomia di pensiero nelle future generazioni del paese significa mettere il Rwanda sulla via dell’apertura verso il mondo ed allontanarlo dai rischi di nuovi odi razziali.
E se è vero che insegnare a pescare è meglio che dare un pesce a qualcuno, insegnare a formare è la strada più veloce per innescare un processo di continuo incremento e innovazione dell’insegnamento in Rwanda.
E c’è di più: fornire l’università di nuovi metodi investendo direttamente sui futuri docenti significa permettere alla giovane realtà di Kibungo di acquisire i mezzi necessari per procedere autonomamente e per proporre un’offerta formativa innovativa e al passo con i tempi senza dipendere da terzi.
Il progetto è del resto animato da uno spirito di condivisione e di collaborazione, in contrasto con l’idea – purtroppo radicata nei tradizionali progetti di cooperazione e sviluppo - di una dipendenza di una parte del mondo dall’altra. L’Università di Roma e l’Università di Kibungo, infatti, coopereranno in maniera paritaria, traendo entrambe significativi benefici. L’ateneo romano avrà la possibilità di sperimentare le sue capacità di tutorship ed essere un soggetto attivo nella cooperazione internazionale, e l’istituto rwandese si porrà all’avanguardia nazionale e continentale nell’utilizzo di nuove infrastrutture e metodologie didattiche.

Dopo più di un anno di progettazione e di intenso lavoro di squadra (ben 15 tra studenti e docenti della Facoltà di Scienze della Comunicazione), i due atenei sono ora pronti a partire: con l’apertura del nuovo anno accademico – che in Rwanda è previsto per Gennaio 2006 – 15 studenti di Kibungo, supportati da 3 docenti dell’università inaugureranno il corso annuale. Un ulteriore passo nel duro cammino di ricostruzione di un paese che, nonostante tutto, crede ancora nel futuro.
Responsabile di Progetto: Sofia Nasi
E-mail: nasi@irso-bep.it
Riferimenti
Un articolo in francese sull’
UNATEK
La piattaforma che verrà usata per la realizzazione del progetto Twese Hamwe