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L'università in piazza

L'università in piazza

di STEFANO CORRADI (29 10 2005)

Studenti e docenti contro il ddl Moratti. Le immagini e le emozioni della manifestazione

C’era tutto il mondo universitario alla manifestazione del 25 ottobre. Studenti, laureandi, ricercatori e professori:  50, forse 70 o addirittura 100 mila persone.

Al di là del numero dei partecipanti offerto dalla questura, dal governo o dagli organizzatori, un incredibile movimento in una calda giornata di fine ottobre si è dato appuntamento a Roma per contrastare la votazione del nuovo DDL sulla riforma dello stato giuridico dei docenti universitari targato Letizia Moratti.
                           
Noi di MediaZone c’eravamo. E  c’erano tutte le più importanti e prestigiose università italiane: da quelle capitoline, in primis La Sapienza, a quelle di Bologna, Padova,  Napoli, Firenze, Lecce, Milano.
Dopo giorni d’occupazione, blocco delle lezioni e discussioni era arrivato il momento di coinvolgere l’opinione pubblica con una manifestazione che ha dato sfogo alla nuova “Primavera” Universitaria.
Ore 10,  Piazza Esedra. Nessuna bandiera, nessun partito, nessuna ideologia. Solo persone normali: professori ordinari accanto a professori a contratto che vedono a rischio il proprio posto di lavoro; ricercatori che forse quel posto non lo vedranno mai. Precari che cercano di capire il proprio futuro, laureandi che non sanno cosa farne della Laurea e studenti degli istituti superiori che s’interrogano sulla scelta universitaria.
La manifestazione è organizzata dai movimenti studenteschi e dai precari de La Sapienza con l’aiuto delle altre centinaia di movimenti delle Facoltà di tutt’Italia.
Si cammina, si canta, si balla e si urla tra i palazzi di Roma. Slogan, drappelli e striscioni colorano le vie della capitale.
 

 
 

La destinazione prevista e stabilita è Piazza Navona. Ma si capisce e si sente che l’intento è di arrivare sotto palazzo Montecitorio. Davanti al potere, davanti al Ministro Moratti, di fronte a quei 259 parlamentari che da lì a breve voteranno SI alla riforma.

 

 

Anche se non concordato con le forze dell’ordine il corteo si dirige verso i palazzi del potere.  Arrivati a Piazza di Torre Argentina, un gruppo di ragazzi gira a destra in una stradina nel tentativo di arrivarci. Ad aspettarli un nutrito gruppetto di poliziotti in assetto anti-sommossa, pronti a bloccare ogni possibile tentativo d’ingresso.

 

 

A mani alzate e a volto scoperto, eccetto per i soliti facinorosi, i manifestanti cercano di entrare nella zona protetta. In questi momenti concitati avviene la prima carica d’alleggerimento da parte delle forze dell’ordine.

 

 

 
 
               
 


Si cercano altre vie d’ingresso. Il corteo si disperde tra i piccoli vicoli che si trovano nella zona, per poi ritrovarsi tutti a Piazza Montecitorio.A Via del Teatro Valle, la polizia non lo lascia passare. Un gruppo tra i duemila o tremila persone è rimasto imbottigliato. Un piccolo gesto inconsulto potrebbe provocare forti reazioni. In una stradina che non era in grado di contenerli tutti. Nessuna via di fuga. Una carica avrebbe causato danni ancor più gravi, con il rischio di rovinare una tra le più importanti manifestazioni studentesche.

 

 

Per le vie traverse si è aperto un varco e migliaia di studenti ne approfittano per entrare.
Tra turisti stupefatti e negozianti infastiditi, migliaia di giovani manifestanti attraversano Piazza della Rotonda, quell’adiacente al Pantheon.

 

Si gira l’angolo e si è arrivati. Dietro alle impalcature e alla raffigurazione della facciata del palazzo, in fase di restauro, si trovano i ministri e i deputati . L’ obbiettivo è stato raggiunto. Stiamo lì davanti a farci sentire e creare azione di disturbo con un sit-in di protesta. È dal 1992, con il movimento delle “Pantere”, che un movimento studentesco non si trova faccia a faccia con il potere.
 

 
 
              
                                

Continua ad arrivare gente e la piazza si gremisce sempre di più. Ormai saremo 4/5 mila persone. Le vie limitrofe si affollano di ragazzi. È ora di pranzo e dagli zaini cominciano ad uscire i panini portati da casa.
La manifestazione continua per tutto il pomeriggio ed oltre. Molti ritornano a casa, altri rimangono ancora. Per tutta la sera la piazza è piena di ragazzi, il servizio d’ordine della manifestazione comincia a raccogliere le carte e le bottiglie lasciate davanti a Montecitorio.

 

 

Piazza Colonna è protetta come un gioiello dentro ad un museo, Via del Corso è occupata da camionette della Polizia. Per le stradine portano al palazzo del Parlamento file di poliziotti.

 

 

 
 
              
 

Verso sera, nel rientro d’alcuni ragazzi alla città universitaria c’è stato una carica. Nel parapiglia che si crea in pochi secondi, a farne le spese è stato un operatore di un’emittente TV e una giornalista di Sky, interrotta da un gruppetto di ragazzi durante la diretta del tg.

La giornata, forse, più lunga dell’università italiana è finita. Il bilancio è di qualche contuso e due giovani in stato di fermo.     
La riforma, con solo i voti della maggioranza, è passata. La speranza è che qualche organo più influente nel mondo universitario come la Crui, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, i senati, i collegi accademici e tutti gli organi di Facoltà competenti riescano a modificare il testo del  DDL . A muoversi è per ora il gruppo di lavoro dell'Interconferenza (Coordinamento Nazionale delle Conferenze dei Presidi di Facoltà) che ha avviato una petizione al Presidente della Repubblica  contro la riforma Moratti.  


Riferimenti

Le reazioni della stampa nazionale.

Il comunicato dell' assemblea d' ateneo La Sapienza.

Il sito del MIUR illustra la riforma.

Il sito della CRUI, Conferenza dei Rettori delle Università Italiane.

come ha dato la notizia il sito Rainews24 .