Piattaforme di e-learning e standard d'uso
Piattaforme di e-learning e standard d'uso
Una riflessione sugli strumenti utilizzatti nella FAD: l’esperienza del software Open Source
La formazione a distanza (FAD) si basa sulla codifica e distribuzione del sapere in unità distinte, i cosiddetti Learning Objects (LO).
Nella fruizione dei LO da parte degli utenti, esistono diversi tipi di ostacoli, raggruppabili in due categorie:
- ostacoli "fisici" ;
- ostacoli "non-fisici".
Per ostacoli "fisici" intendiamo quelli legati alle caratteristiche tecniche degli strumenti utilizzati, tanto dagli utenti finali quanto dai formatori. Includiamo in questa categoria, ad esempio, i vari formati e dimensioni dei file utilizzati per la composizione dei LO (audio, video, di testo, interattivi, standard di codificazione, ecc.), l’ampiezza di banda disponibile (tanto in erogazione quanto in ricezione), le specifiche hardware e software degli utenti, e cosí via.
Gli ostacoli ‘non fisici’, invece, possono essere quelli di strutturazione dell’informazione e/o del percorso formativo, (generati nella progettazione dell’attivitá formativa), o quelli di navigabilità della piattaforma (che affliggono il processo di reperimento e utilizzo delle risorse disponibili da parte degli studenti). Si possono includere in questa categoria la gerarchia dei LO decisa dai formatori, cosí come i percorsi di lettura stabiliti e tutti i possibili modi in cui l'utente puó accedere alle risorse, ossia le possibilitá offerte dall’interfaccia vera e propria della piattaforma.
Consideriamo qui solamente il processo di strutturazione dell’informazione e implementazione dei contenuti in una interfaccia web-based, parte dei cosiddetti ostacoli "non fisici".
Capita a volte di imbattersi in progetti di e-learning sviluppati da grosse società private, con investimenti ingentissimi, contenuti molto completi e professionali, "codificati" in formato elettronico secondo i migliori standard, che si appoggiano a piattaforme di e-learning sviluppate completamente ad hoc.
Queste soluzioni proprietarie, forse cercando di distinguersi dalla concorrenza, o semplicemente di adattarsi al cliente specifico, ricorrono spesso ad elementi di effetto e/o ad alto contenuto tecnologico, come interfacce in Flash graficamente accattivanti, o strutturazioni logiche delle risorse altamente ingegnerizzate secondo i presunti "modi d’uso".
Mentre, però, la personalizzazione e la strutturazione degli elementi formativi secondo le caratteristiche peculiari del progetto è imprescindibile, non si puó dire lo stesso per le interfacce.
Se guardiamo alle soluzioni sviluppate dalle comunità libere di programmatori e alle numerose piattaforme Open Source disponibili (come Moodle, Claroline, Elias, ecc.), notiamo una sostanziale omogeneità nelle strutture di navigazione possibili.
Vista la grandissima diffusione di queste piattaforme, la loro logica di navigazione è ormai considerabile uno "standard di fatto" nella FAD.
Ció deriva non solo dallo sforzo fatto dagli sviluppatori per semplificare l’uso e la gestione delle piattaforme, ma anche e soprattutto dalla collaborazione attiva nei progetti stessi di chi tali soluzioni le applica sul campo, con centinaia, a volte migliaia di studenti, scontrandosi quotidianamente con problematiche direttamente segnalate dagli utenti finali.
Un’interfaccia risulta ben fatta quando la sua presenza non si fa notare e costituisce un filtro quasi trasparente tra l’utente e i contenuti/risorse disponibili.
Senza sottovalutare l’importanza delle personalizzazioni, quindi, dobbiamo constatare come le possibilità di azione nella strutturazione delle interfacce per le piattaforme di FAD sia abbastanza limitata e come questo rappresenti un vantaggio per l’utente, che puó contare su standard consolidati, che tra l’altro ritroverà, con poche variazioni, in tutti i suoi corsi online.
Porre l’utente di fronte a piattaforme non-standard può rappresentare un sostanziale ostacolo nel suo processo di apprendimento, con il rischio di sfociare a volte in un sostanziale fallimento del progetto formativo.
Ecco perché, a conti fatti, risulta molto piú produttivo investire in autori, facilitatori e tutor capaci e in contenuti di alta qualità piuttosto che in piattaforme informatiche "abbellite" da ricorsi che ne compromettono la navigabilità.