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La cooperazione internazionale e il sapere

La cooperazione internazionale e il sapere

di REDAZIONE COMUNICLAB (23 05 2007)

Un workshop a Scienze della Comunicazione

di Sofia Nasi, Irene Boreggi, Maria F. Bracciale, Maria Chiara De Angelis, Evelina Di Biase, Marco Di Luzio, Marco Meloni, Cinzia Petruccetti

IL PROGETTO TWESE HAMWE 

Il Progetto Twese Hamwe (in Kinyarwanda “Tutti Insieme”) è una delle iniziative più innovative e di frontiera della Facoltà di Scienze della Comunicazione della “Sapienza” di Roma. La Facoltà, da sempre centro di eccellenza per la produzione e condivisione del sapere, nonché estremamente attiva e prolifica nello studio di nuove forme di relazione fra atenei e società civile, vuole così distinguersi nei processi di cooperazione internazionale e di cooperazione sul sapere. Una risorsa quest’ultima preziosa e strategica, cardine per la crescita politica sociale e culturale del nostro Paese.

Il Progetto è frutto del lavoro, intrapreso nel febbraio 2003, di un gruppo di giovani ricercatori della cattedra di Formazione e Politiche delle Risorse Umane della prof.ssa Patrizia Cinti. Attraverso l’impiego di nuove tecnologie, il progetto Twese Hamwe promuove corsi di formazione a distanza per studenti di università geograficamente distanti. L’idea innovativa e vincente è la scelta di operare in contesti ad alta motivazione ma con scarse risorse tecnico-economiche, che testimonia la versatilità e l’estrema applicabilità dell’e-learning.

L’ ON-LINE COLLABORATIVE LEARNING ARRIVA IN RUANDA

Il primo intervento formativo del Progetto Twese Hamwe ha previsto l’erogazione di un corso di formazione all’insegnamento per un gruppo di 15 studenti, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, del corso di laurea della Facoltà di Pedagogia dell’Università UN.A.T.E.K. La scelta del Rwanda in generale, e dell’Università di Kibungo in particolare, non è stata casuale. L’UN.ATEK è un giovane ateneo situato in una zona agricola del Rwanda, ancora in fase di sviluppo; arricchire l’offerta formativa significa adoperarsi per arrestare il fenomeno migratorio verso Kigali e Butare, principali centri del paese.

Nell’autunno del 2006, prima dello start-up pilota del corso, è stata firmata una dichiarazione congiunta tra la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma e l’U.N.A.T.E.K. (Universitè d’Agricolture, de Technologie et d’Education de Kibungo - Ruanda), che riconosce giuridicamente la cooperazione tra i due poli universitari.

La prima annualità dell’intervento formativo ha avuto come obiettivi principali:

- fornire ai partecipanti e attori del percorso formativo competenze, metodi e strumenti per diventare specialisti della formazione;

- aggiornare l’approccio didattico promuovendo l’apprendimento collaborativo che consente di accrescere le competenze cognitive, relazionali e gestionali attraverso occasioni di collaborazione, scambio e confronto di saperi tra pari;

- inserire nel sistema universitario ruandese metodologie e strumenti didattici innovativi (e-learning, collaborative learning, engaged learning).

Il modello di apprendimento alla base dell’intervento formativo progettato è quello      dell’On-line Cooperative Learning che unisce, utilizzando un approccio blended, l’apprendimento in presenza on-line e il “take the field”. È attraverso la sperimentazione sul campo, infatti, che i destinatari dell’intervento esprimono quanto delle informazioni trasferite si sono trasformate in conoscenza appresa e in che misura il saper essere è divenuto saper fare.

L’introduzione dell’ICT nella formazione ha come finalità quella di agevolare la cooperazione interuniversitaria a distanza, consentendo ai corsisti di sviluppare nuove competenze, anche informatiche, dalle quali nessuno oggi può prescindere, specialmente un paese in via di sviluppo.

Le attività di auto apprendimento e di apprendimento collaborativo on line sono state ospitate sulla piattaforma e-learning Moodle (www.moodle.org), che si ispira all’approccio dell’apprendimento collaborativo, lo stesso che anima il nostro Progetto. Il sistema messo in piedi e gli ambienti virtuali sono stati concepiti in maniera tale da stimolare la condivisione di esperienze e favorire le interazioni interpersonali tutor-studente e studente–studente secondo il modello teorico costruttivista, volto ad agevolare l’interazione tra gli attori per la produzione di nuove conoscenze. La condivisione di diverse prospettive, l’orientamento a comunicare e condividere il sapere facilita il passaggio della conoscenza tacita in conoscenza esplicita (Nonaka I., Takeuchi H.). Apprendere in maniera collaborativa significa, quindi, confrontarsi con gli altri e relazionarsi con l’oggetto di studio anche attraverso punti di vista differenti dal proprio. Lo scambio continuo, l’ampliamento del know how e delle competenze dei soggetti coinvolti sono i maggiori benefici che si possono trarre dall’approccio introdotto.

UN WORKSHOP SUL CO-SAPERE

Forti del successo dell’esperienza pregressa, il prossimo 24 maggio la facoltà di Scienze della Comunicazione ospiterà un’importante workshop dal titolo “Co-sapere, la strada verso la cooperazione internazionale sulla conoscenza”. L’incontro rappresenterà l’occasione per rilanciare, approfondire, comunicare e promuovere il confronto sulle politiche attive a sostegno dei programmi di cooperazione sul sapere. Il tavolo di lavoro si aprirà alle ore 17:00 presso l’aula Wolf, della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Via Salaria 113.

All’evento, interverranno rappresentanti del mondo accademico, operatori del settore della cooperazione internazionale, giornalisti, esperti di processi formativi ed intellettuali. Dopo il benvenuto di Mario Morcellini, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione “La Sapienza” di Roma, nel tentativo di tracciare i contorni dello scenario di riferimento della prima annualità del Progetto Twese Hamwe, interverrà Daniele Scaglione. L’intervento del Direttore della comunicazione di ActionAid International Italia, anche autore del libro “Istruzioni per un genocidio – Rwanda: cronache di un massacro evitabile”, si focalizzerà sulla situazione socio-economica di un Paese, che con molta fatica, ma altrettanta determinazione vuole guardare al futuro. A seguire Sofia Nasi, Responsabile del Progetto Twese Hamwe e di Casimir Museruka, Rettore UN.A.T.E.K, Kibungo – Rwanda, racconteranno il progetto da differenti punti di vista: per certi versi vicini e per altri lontani.

Aprirà il dibattito Matteo Rebesani (to be confirmed), Dirigente Ufficio per le Relazioni Internazionali del Comune di Roma; seguiranno gli interventi di Daniela Magrini, referente Ripartizione Relazioni Internazionali dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma; Milena Modica, Responsabile Servizi e consulenza alle Organizzazioni Internazionali del gruppo Apri S.p.A; Maria Cristina Papetti, Responsabile Formazione Trenitalia. Chiuderà il giro di tavola la prof.ssa Patrizia Cinti, titolare della cattedra di Formazione e Politiche delle Risorse Umane, accanita sostenitrice dell’e-learning come strumento di formazione a distanza e della metodologia dell’apprendimento collaborativo. Moderatrice della tavola rotonda sarà Simona Colarizi, docente di Storia Contemporanea e Presidente del Corso di Laurea in Scienze Sociali per la Cooperazione, lo Sviluppo e le Relazioni tra i popoli.

In occasione del workshop il rettore dell’Università di Kibungo, Casimir Museruka e il Preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini, firmeranno un nuovo accordo che ufficializza la partnership interuniversitaria e i futuri piani congiunti di sviluppo.

CRITICITA’ E SUCCESSI DELLA PRIMA ANNUALITA’

A due anni dall’inizio dei lavori di co-progetttazione a distanza, nell’agosto dello scorso anno, si è conclusa l’erogazione del corso pilota di formazione all’insegnamento. Ad essere apprezzate sono state le lezioni in aula, gli approfondimenti on-line, i lavori di gruppo e soprattutto il clima conviviale dell’esperienza di apprendimento, frutto della sperimentazione di un approccio e di una metodologia didattica innovativa.

La partecipazione alle attività on line, partita in sordina, è andata crescendo nel corso dei mesi. Ogni studente ha effettuato in media circa 20 accessi in piattaforma al mese, quasi una volta al giorno. I picchi più alti si sono avuti nei mesi di giugno e luglio, in concomitanza con il periodo più intenso del lavoro dei gruppi. C’è di più. Alcuni studenti partecipanti al corso, impegnati in tirocini formativi presso scuole di primo e secondo grado, hanno scritto sul forum di aver già avuto modo di sperimentare l’approccio e le metodologie apprese durante il periodo di training. Un risultato questo di cui il team di progetto va fiero, osservate le criticità incontrate. All’indiscutibile entusiasmo e motivazione dimostrate dagli studenti si è accompagnata la difficoltà nell’utilizzo degli strumenti tecnologici riconducibile alla mancanza di tecnologie adeguate alla scarsa attitudine degli studenti dell’UN.A.T.E.K. ad utilizzare il web come risorsa formativa. Ulteriori criticità: la lentezza della connessione internet unita all’intermittenza di corrente elettrica e l’inadeguato livello di conoscenze linguistiche degli studenti e docenti.

SVILUPPI FUTURI DENTRO E FUORI L’UN.A.T.E.K.

Il gruppo di progetto, al termine della prima edizione, analizzati i risultati, i punti di forza e le criticità dell’esperienza, ascoltati anche i soggetti della comunità universitaria ruandese coinvolti, ha iniziato a lavorare alla progettazione del successivo intervento formativo per l’UN.A.T.E.K. Per il futuro il progetto Twese Hamwe vuole rendere il corpo docente dell’UNATEK capace di gestire autonomamente e indipendentemente corsi universitari, basati sulla metodologia dell’apprendimento collaborativo on line.

Al fine di circoscrivere le principali criticità della prima annualità, il team di progetto prevede dapprima un investimento in tecnologie attraverso l’installazione di un KIT satellitare, e di intervenire con attività preliminari volte a estendere e migliorare le conoscenze informatiche e linguistiche del personale docente e degli studenti dell’UNATEK. A seguito di tali iniziative sarà lanciata la seconda annualità del progetto che coinvolgerà i corsisti della prima edizione, nel ruolo di tutor didattici per i colleghi alla prima esperienza di apprendimento collaborativo on line.

La seconda edizione del progetto Twese Hamwe intende raggiungere i seguenti obiettivi:     

-  estendere e migliorare le conoscenze informatiche e linguistiche del personale docente e degli studenti dell’UNATEK e l’applicazione di tali conoscenze nel campo della formazione;

- diffondere nell’UNATEK e, più in generale, nel sistema scolastico Rwandese, nuove metodologie e tecniche di formazione (apprendimento collaborativo, e-learning, on line collaborative learning e formazione supportata dalle nuove tecnologie) già sperimentate con efficacia durante la prima edizione del progetto;

- fornire l’UNATEK e la comunità locale di Kibungo di una dotazione hardware e software adeguata e innovativa;

Per il conseguimento di tali obiettivi si propone l’introduzione, nel Piano degli Studi della Facoltà di Pedagogia dell’UN.A.T.E.K., del corso in Teorie e Tecniche della Formazione.

Il progetto Twese Hamwe mira negli anni, con l’attivazione di nuovi interventi formativi anche per altri atenei a:

- testare l’efficacia dell’e-learning come supporto alla cooperazione internazionale e di cooperazione centrata sul sapere e sulla conoscenza.

- istituire un network di scambio e collaborazione interuniversitario che contribuisca allo sviluppo sociale ed economico dei Paesi destinatari dell’intervento.


Riferimenti

Biolghini D., Cengarle M. (a cura di), Net learning. Imparare insieme attraverso la rete, Etas, Milano, 2000.

Calvani A., Rotta M., Comunicazione e apprendimento in Internet, Erickson, Trento, 1999.

Calvani A., Rotta M., Fare formazione in Internet. Manuale di didattica online, Centro studi Erikson, Trento, 2000.

CIPSI, Cambiare il mondo. Rassegna di esperienze di educazione allo sviluppo, Emi, 1994.

Nonaka I., Takeuchi H., The Knowledge-creating company, 1995, Oxford University Press.

Trentin G., Apprendimento in rete e condivisione delle conoscenze. Ruolo, dinamiche e tecnologie delle comunità professionali online, Franco Angeli, Milano 2004.