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Un Berlusconi svogliato, preludio alle larghe intese?

Un Berlusconi svogliato, preludio alle larghe intese?

di GIANLUCA GIANSANTE (03 04 2008)

La scorsa settimana di rilevazione delle apparizioni del candidato del Popolo della Libertà Silvio Berlusconi ci ha permesso di rilevare alcune costanti nell'utilizzo del linguaggio.

 

La prima è di matrice politico-spaziale: Berlusconi si riferisce sempre al suo partito e alle altre forze della coalizione come al centro-destra, mentre parla del PD come della sinistra, nel tentativo di auto-collocarsi più vicino all'area moderata dalla quale il divorzio con l'UDC appare averlo inevitabilmente allontanato.

La coalizione del PD inoltre viene spesso nominata in relazione al governo in carica, nell'espressione la sinistra di Prodi o anche la sinistra di Prodi e di Veltroni, nell'evidente tentativo di legare il candidato democratico alle vicende di un governo che nei sondaggi appare particolarmente malvisto da una gran parte di cittadini.

In questo senso sarà interessante vedere nelle prossime due settimane – DC di Pizza permettendo – come sarà impostata la campagna del candidato Berlusconi nel momento in cui la legge gli proibisce di utilizzare uno degli strumenti che hanno sostanziato maggiormente i suoi discorsi: il riferimento al largo vantaggio nei sondaggi.

Quello dei sondaggi si è infatti caratterizzato come uno dei quattro pilastri dal punto di vista tematico del discorso berlusconiano, insieme con la vicenda Alitalia, quella legata ai rifiuti in Campania e l'invito agli elettori del centro destra al cosiddetto voto utile, con l'obiettivo di intercettare il consenso di quanti fossero propensi verso l'Udc, il vero avversario politico di Berlusconi.

In questo senso si è affievolito, sebbene non sia scomparso del tutto, il riferimento al comunismo, che tanto infiamma il popolo del centro destra. Sparito dalla televisione compare saltuariamente nei discorsi nelle piazze, suscitando l'entusiasmo degli ascoltatori. Sui motivi di tale sparizione – e del più generale atteggiamento pacato di Berlusconi – in tanti si interrogano. Se Stefano Folli sul “Sole 24 Ore” lo fa risalire alla scarsa voglia di andare al governo in una situazione così difficile e con la prospettiva di una maggioranza risicata al Senato, i dietrologi parlano di un lento avvicinamento verso un governo di larghe intese con il PD. Per avvalorare o confutare questa seconda ipotesi toccherà attendere il 14 aprile. DC di Pizza permettendo.