La “resurrezione” di Casini
La “resurrezione” di Casini
Un approccio del tutto differente ha caratterizzato la campagna elettorale di Casini nelle due settimane a cavallo della Pasqua.
Se infatti negli ultimi giorni di Quaresima il leader dell'Udc ha privilegiato un atteggiamento quasi schivo, assente completamente dalla tv e da qualsiasi programma di approfondimento politico, favorendo la sua presenza in eventi pubblici come l'inaugurazione della campagna elettorale in Umbria o facendo visita al Sacro Convento di Assisi; nel giorno di Pasqua, invece, Casini “miracolosamente risorge”, con due apparizioni nella trasmissione “Telecamere” di Anna La Rosa e nel faccia a faccia con l'Annunziata di “In mezz'ora”, concludendo, poi, la sua breve comparsa televisiva, martedì nel programma “Ballarò”.
Un Casini, quindi, che ha messo in atto una strategia volta a quasi a nascondere le sue mosse per poi attaccare quando gli altri non se lo aspettano. Infatti, quello che troviamo nelle due presenze televisive pasquali, è un Casini molto più sciolto rispetto ad altre situazioni, utilizza un linguaggio quasi colloquiale con chi lo intervista, si eleva addirittura a “sentinella dei cittadini” per evitare qualsiasi “inciucio” post elettorale tra PD e PDL, rispondendo anche a chi lo definisce, da due anni a questa parte, “l'ancella di Prodi”. Un Casini che continua nel suo intento di proporsi come il nuovo della politica, proponendo un nuovo patto agli italiani, lontano da qualsiasi demagogia, un Casini che rimarca come lui, a differenza di Fini, non abbia fatto una scelta per “opportunismo”, evitando così una “umiliazione politica” e decidendo “responsabilmente” di correre da solo.
Quasi rassegnato ad un ruolo di secondo piano e di outsider sembra essere invece martedì nel programma Ballarò, probabilmente a causa della presenza di due esponenti per parte del PD e del PDL. Non interviene nelle discussioni e parla solo quando viene interpellato da Floris, limitandosi ad esprimere le sue posizioni sui temi in esame ed evitando qualsiasi tipo di polemica, ad eccezione del mancato confronto con Veltroni e Berlusconi.
Il leader dell'UDC, quindi, ha decisamente cominciato molto bene queste ultime due settimane di campagna elettorale in vista delle elezioni del 13-14 aprile, indirizzando i suoi colpi verso i punti deboli dei suoi principali contendenti e cercando, nello stesso tempo, di evidenziare, nel poco tempo che - a suo dire - i media gli concedono, quelli che sono invece i punti di forza del suo programma, cioè famiglia, giovani e precarietà del lavoro, senza però tralasciare un tema che con forza si è fatto spazio in questa campagna elettorale: l'Alitalia, definendo l'ipotetica cordata proposta da Berlusoni “una grande bufala”.