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Luci in the Sky. Con umiltà

Luci in the Sky. Con umiltà

di DILETTA GIUFFRIDA (10 05 2009)
http://www.flickr.com/photos/pagedooley

16 luglio 2003. Esco dal chiostro di via Salaria con amici e famiglia al seguito. Per quel giorno per tutti sono “La Dottoressa”.

Un classico. Intanto non faccio a tempo a realizzare che volendo potrei anche lanciare alcuni libri dalla finestra al quinto piano della mia stanza in affitto, che a prendere il sopravvento è un’idea angosciante. E in un attimo dallo status di neolaureata passo a quello di neodisoccupata. Aspirante giornalista però. Perché il tarlo è sempre stato quello.


Dal giornalino di facoltà (CAM alias carne al macello, testata liberamente ispirata a quelle lezioni tipo 600 persone ammassate in una sala del cinema Savoy), fino alla tesi di laurea in giornalismo televisivo, perché era lì che sognavo di approdare. E infatti visto che dicono che “tentar non nuoce” il giorno successivo alla laurea mi presento armata di curriculum infilato dentro una busta, davanti al portone d’ingresso di una nuova testata televisiva, sulla Salaria: Sky. E ovviamente non mi fanno neanche entrare. Lascio la busta in portineria consapevole che nessuno l’avrebbe mai aperta e mi convinco che l’unica speranza che ho è riuscire a entrare in una scuola di giornalismo. E ci riesco. Qualche mese dopo inizia l’avventura milanese: quella dell’Ifg.

Due anni di lezioni intervallate dai preziosissimi stage. E finalmente metto piede per la prima volta in una redazione vera: proprio quella di SkyTg24. E’ l’estate dell’omicidio Donegani, c’è molto da fare e poca gente. La mia fortuna. Dopo lo stage riesco a strappare una collaborazione. Che dopo qualche mese si trasforma nel primo contratto. Poi arriverà il secondo, il terzo... e oggi mi ritrovo corrispondente da Milano. Racconto storie, belle o brutte che siano, in ogni caso quello che ho sempre amato. A volte le storie diventano anche politica, economia, spettacolo... e a volte ci sbatti il muso, soprattutto all’inizio.

Un giornalista però deve sapere fare tutto, è una delle prime cose che s’impara. Ma dato che la tuttologia è una scienza molto poco perfetta, prima di partire per raccontare una nuova storia nel bagaglio faccio in modo di non dimenticare mai di portare una buona dose di umiltà.

Mi ricordo di te...

Il lavoro paga sempre, e tu sei la persona più adatta a raccontarne i frutti. Brava Diletta.