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Gina Fabiani

Gina Fabiani

di AURELIA ZUCARO (20 05 2009)
www.myspace.com/ginaesegreto

La storia - Ha voluto sin da subito chiarire una cosa: a fare la musicista lei ha iniziato tardi. Come se volesse in qualche modo mettere le mani avanti su una ‘mancanza’. Magari di mancati anni e anni di studi alle spalle, tra conservatori e accademie. Eppure a sentirla si direbbe che nella vita non abbia mai fatto altro che questo: cantare. Invece no. Ci dice che ha iniziato tardi, a vent’anni più o meno.

Prima era come uno qualsiasi dei tanti ragazzi che non sanno qual’è la loro direzione e sono “come canne al vento”. Lei si sentiva così: “Alle superiori magistrali, non so perchè, all’università prima lingue e poi beni culturali, non so perchè”. La sua passione per la musica non era ancora uscita fuori. Ma c’era: “Di solito le bambine che hanno una passione lo comunicano a qualcuno. Io invece zero. Se cantavo lo facevo chiusa nella mia stanza e comunque i miei genitori lavoravano, per cui non mi potevano sentire. Poi, durante le estati in cui con amici si suonava, ho cominciato a cantare.  Tutti mi dicevano che avevo una gran voce, ma finiva là. Io non vedevo ancora nessun collegamento di questa cosa con la realtà”. Finchè non è iniziata la collaborazione con il suo primo gruppo blues “Madison Man”.

Lasciare gli studi - Dopo solo un anno, Gina ha deciso che quella sarebbe stata la sua vita. Ha stracciato il libretto dell’università e si è iscritta ad una scuola di canto jazz a Napoli. Nel frattempo suonava nei locali con il suo gruppo. Nel ’96 incontra Daniele Bazzani, suo attuale chitarrista, con cui fonda il duo “Kozmic Blues”, e si trasfirisce a Roma dove ormai vive da dodici anni. Con quell’incontro avviene il salto di qualità. Il repertorio si raffina, gli arrangiamenti vengono curati nel dettaglio. L’approccio alla musica diventa professionale. Un mestiere che si consolida di serata in serata, in giro per il mondo e per l’Italia: “Più dello studio, nel mio mestiere, mi è servita l’esperienza, il contatto con la gente. Io sul palco mi sento sicura. Come se avessi un master o una laurea in quello che faccio”.

Scriversi le canzoni - Dopo aver vinto il Pistoia Blues con i Kozmic Blues, Gina prende la strada del cantautorato. Ma è uno step a cui arriva dopo anni: “Daniele mi spronava sempre a scrivere, ma io non mi sentivo all’altezza. Pensavo che con tutta la musica meravigliosa che è stata scritta, le mie cose non fossero necessarie. Tra l’altro avevo sempre cantato in inglese, ma scrivere in una lingua diversa dalla mia non mi era facile. D’altro canto pensare di cantare in italiano non mi entusiasmava”. Invece, ad un certo punto, Gina viene investita dalle parole, nella sua lingua, e inizia a scrivere con grande facilità: “La musica italiana l’ho sempre ascoltata, anche se non l’avevo mai cantata. Fa parte del mio DNA. Dai cantautori italiani alla musica antica napoletana, che per melodie e armonie è paragonabile al mondo degli standar jazz americani e che cantavo con i miei parenti quando ero piccola”. Il primo pezzo lo butta giù mentre è in treno, su un foglietto di carta che fortunatamente aveva in borsa. La canzone diventa parte del primo album da cantautrice “Segreto”, che vince il Premio Ciampi 2008 per il miglior album d’esordio.

Senza compromessi - Sembrerebbe una strada in discesa la sua. E la fama? Anche per lei, come per le altre due artiste a cui lo abbiamo chiesto, non è una priorità. L’integrità è fondamentale in questo mestiere. Prima di ogni bagliore di successo è importante avere ben presente quello che si vuole fare e quello che si vale. É anche vero, che non tutti quelli che intraprendono questa strada hanno talento, unica arma contro il compromesso: “Io non so se ce l’ho o no. Sicuramente sono determinata e so ciò che non voglio essere. Non voglio essere altro che una cantante e una cantautrice. Fare quello che voglio fare, senza interferenze. Anche se questo mi portasse a fare la fame e ad avere momenti di avvilimento,  so che nel 90% del tempo io sono totalmente felice. Perchè la qualità della mia vita è nettamente più alta di quella di tante altre persone che conosco”.