Claudio Baglioni, che darà il via ai
Mondiali di nuoto a Roma il 18 luglio assicura che l’inno d’apertura per i giochi nella capitale è già pronto. E tutto il resto? Mancano appena due mesi all’inizio del
grande evento sportivo e sono tantissime le strutture ancora in costruzione. Grande evento, appunto, così nel 2005 la Presidenza del Consiglio ha "etichettato" la manifestazione; chi ha costruito gli impianti ha potuto evitare in questo modo le lungaggini burocratiche e iniziare velocemente i lavori.
Per ospitare le
170 nazioni in gara e i
2500 atleti che parteciperanno ai giochi sono stati stanziati più di
400 milioni di euro. Questa somma avrebbe permesso la costruzione di piscine per le gare e per gli allenamenti, alberghi e foresterie per le squadre e un avveniristico museo dello sport. Le aree interessate alla costruzione delle strutture a Roma sono ben cinque: il lungomare di
Ostia, il
Foro Italico, il quartiere di
Pietralata, il
Valco S. Paolo e la zona di
Tor Vergata. Proprio in quest’ultimo quartiere, sorto attorno all’università, doveva sorgere l’opera più importante: la cittadella dello sport progettata dall’architetto spagnolo
Santiago Calatrava, ma della costruzione ad oggi non vi è ancora traccia. Sembra infatti che questo ambizioso progetto sia stato abbandonato da tempo. Sempre a Tor Vergata doveva nascere il museo dello sport, per il quale erano stati stanziati venti milioni di euro e del quale non è stata poggiata ancora la prima pietra. Basta spostarsi di una decina chilometri ed arrivare nel cantiere delle due piscine progettate nel quartiere di Pietralata, allo stato attuale, ancora in fase di allestimento. Anche un osservatore distratto, passando da qui può accorgersi che difficilmente saranno pronte per il mese di luglio. I lavori della foresteria invece non sono ancora iniziati. La situazione è pressoché identica nell’area di Valco S. Paolo: due piscine ancora in allestimento e un albergo mai costruito. Il progetto di un Foro Italico rinnovato (la zona sportiva nei pressi dello Stadio Olimpico) è rimasto anch’esso solo sulla carta. I ventidue milioni di euro previsti per la ristrutturazione delle piscine e di un nuovo palazzetto per gli allenamenti non sembrano essere stati spesi al meglio. Ma qui si è andato oltre. E’ stato smantellato il campo centrale del tennis per edificare il palazzetto, ad oggi solo uno scheletro di tubi e impalcature. Percorrendo invece la Via del Mare si giunge nel lido di Ostia, storica località balneare a pochi chilometri da Roma. E’ proprio in quest’area che si sono combattute le battaglie maggiori fra comitati dei cittadini, costruttori e organizzatori della manifestazione. Gli abitanti della zona hanno visto cambiare sotto gli occhi e nel giro di pochi mesi il panorama a cui erano abituati. Visitando il lungomare si può notare che il polo natatorio è ancora in costruzione. Cinquantaquattro, fra associazioni e comitati hanno chiesto, sin dall’inizio dei lavori, una delocalizzazione della struttura, dato che la Regione Lazio, in collaborazione con l’università di Valle Giulia aveva già ideato un altro progetto per il litorale di Ostia con servizi per i cittadini e verde pubblico.
Abbiamo rivolto alcune domande ai rappresentati dei due comitati che si sono maggiormente interessati alla questione: l’architetto Paula de Jesus del comitato
Entroterra XIII e il presidente di
Labur XIII, l’ingegnere Andrea Schiavone.
In merito alla costruzione del polo natatorio di Ostia, quali sono gli aspetti che “non convincono” i vostri comitati di quartiere?
De Jesus: “Ricordiamoci che stiamo parlando di soldi pubblici, i nostri soldi. Abbiamo chiesto sin dall’inizio e continuiamo a chiedere trasparenza su come questi capitali vengono spesi e inoltre ci battiamo perché vi sia legalità negli atti amministrativi di questa grande opera pubblica.
Adesso nella nostra zona ci troviamo una struttura che copre circa quattrocento metri di lungomare e che preclude ai cittadini il suo attraversamento. Ci sono comunque delle perplessità sull’effettiva fine dei lavori ma ormai vi è la certezza che le gare non si svolgeranno in questo impianto ma a circa a quattro chilometri di distanza, in un’area demaniale.”
Schiavone:“Ci tengo innanzitutto a precisare che noi non siamo contro i Mondiali di nuoto a Roma ma siamo contro la localizzazione sul lungomare. Essendo un impianto sportivo doveva avere il vaglio della commissione “ad hoc” del coni ma non è mai stato portato il progetto esecutivo del Polo natatorio al Coni.
Come si fa ad avere i finanziamenti senza l’autorizzazione del Coni?
Schiavone: “Questo è un mistero. Bisognerebbe chiedere all’istituto credito sportivo che sta finanziando queste opere. Su questa vicenda abbiamo sentito molte versioni. Questi impianti dovevano essere al servizio della comunità e dopo le nostre continue insistenze abbiamo scoperto che diventeranno un centro federale per il nuoto.
Non pensate che queste strutture serviranno comunque in futuro agli abitanti della zona?
De Jesus: “No. E’ il solito gioco all’italiana, tutti speculano e i costruttori hanno avuto il loro “contentino”. Il cittadino comune viene gabbato due volte, nel senso che i soldi sono i suoi ma non ottiene nulla in cambio. Neanche l’accesso alle strutture che saranno riservate in futuro agli iscritti alla federazione italiana nuoto. Inoltre, per capire lo spreco di denaro pubblico che si è compiuto per i mondiali di nuoto basta dire che i grandi avvenimenti di solito servono a riqualificare le aree che già esistono all’interno della città. Nel lungomare di Ostia abbiamo più di venti piscine omologate, dunque non ha senso costruirne delle altre.”
Schiavone: Ci è stato detto che comunque ci sarà l’accesso per il pubblico ma noi sappiamo già che persino i parcheggi sono in fase di concessione ai privati.
Le critiche dei comitati sono rivolte soprattutto alle figure chiave dell’organizzazione dei mondiali di nuoto: Claudio Rinaldi,commissario delegato per lo svolgimento della manifestazione e Giovanni Malagò, presidente del Comitato organizzativo di Roma ’09.
Vi è stata anche una inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Roma sulla regolarità degli impianti. Al vaglio della Procura diversi accertamenti sulle deroghe concesse per la ristrutturazione di impianti privati. L’11 maggio, Claudio Rinaldi ha incontrato il pm Sergio Colaiocco e ha risposto a tutte le domande relative all’iter amministrativo dell'organizzazione. Rinaldi ha inoltre depositato la propria memoria difensiva volta a illustrare la legittimità dei provvedimenti adottati nell’esercizio delle funzioni di Commissario. In una parte di questo documento Rinaldi sintetizza: “Ho avuto compito di raggiungere questo difficile obiettivo (la preparazione dell’evento) nel rispetto delle norme di legge e ho attivato tutti i miei poteri per battere ogni eventuale incaglio burocratico che avrebbe potuto generare disfunzioni e imprevisti”
L’altra figura di spicco dei mondiali di nuoto, come dicevamo, è il presidente del comitato organizzativo Giovanni Malagò, che, intervenendo ad una conferenza stampa sull’evento ha affermato: “Su questo argomento c'è una immensa confusione, il mondiale non è mai stato e non sarà mai a rischio. La manifestazione è garantita nei luoghi, nelle gare e negli impianti.”
Per ciò che riguarda il polo natatorio federale di Ostia, gli accertamenti sono ancora in corso e riguardano non solo l´iter per l´edificazione delle tre nuove piscine e delle ottanta stanze della foresteria, ma anche progetti residenziali più ampi a ridosso del mare e possibili grazie al nuovo assetto urbanistico creato appositamente per i mondiali di nuoto.
Gli appassionati aspettano l’evento, gli atleti sono pronti e il pubblico italiano risponderà come sempre con grande calore. Nonostante tutto?