Come si dice crisi in tedesco?
Come si dice crisi in tedesco?

Qualcuno afferma che per diventare veri giornalisti bisogna andare all'estero. Ma sarà vero? Abbiamo incontrato Rüdiger Keller (46 anni), dal 2001 direttore del giornale locale tedesco Acher-Rench-Zeitung, facente parte di una associazione di quattro giornali locali Mittelbadische Presse. Con lui abbiamo voluto scoprire qualcosa in più su come va il giornalismo in Germania, quali leggi tutelano questa professione e cosa un giovane deve fare per intraprendere questa professione.
Sig. Keller, qual è il percorso che un giovane deve fare per intraprendere questa professione?
“Un attributo principale è avere la voglia di scrivere così come avere piacere nello stare con la gente e raccontare le loro storie. Importante per intraprendere questa professione è fare pratica e lavorare come libero professionista in giornali, radio o televisione ed anche fare pubblicazioni online (le esperienze in giornalini della scuola, non aiutano molto). Solo così si impara a conoscere la quotidianità di una redazione, che spesso non è così fantastica, romantica ed emozionante come molti credono, però da un altro punto di vista, porta con se molti vantaggi. Meglio provare diversi media contemporaneamente per decidere
qual è il migliore. C’è la possibilità di avere un contratto di formazione praticamente ovunque, nelle redazioni locali è più facile. I giornali locali sono sempre alla ricerca di scrittori “economici”. Non si guadagna molto, ma lavorare in una redazione porta vantaggi anche in un curriculum. Collaboratori che hanno esperienza e dimostrano interesse, sono sempre ben visti. Inoltre anche le stazioni radiofoniche cercano sempre reporter. Quello che consiglio sempre è di fare una telefonata o scrivere una lettera al direttore. É la cosa migliore. Non si deve aver paura o essere intimoriti nell’iniziare al lavorare per un contratto di formazione, perché il 50 per cento del lavoro è “fatto a mano”, e con un adeguato sostegno, nell´arco di poche settimane si possono raggiungere buoni risultati che accenderanno la voglia per questo lavoro, oppure no. Attualmente senza una laurea universitaria, le possibilità di trovare un posto di formazione sono uguali a zero. Si può anche studiare eventualmente in una scuola per giornalisti e dopo intraprendere una formazione direttamente in un giornale”.
Quali sono gli organi o le leggi che tutelano questa professione nel Vostro paese?
“Il Consiglio della Stampa tedesco è l´organo più rappresentativo nel giornalismo tedesco; cura di difendere e tutelare la libertà di stampa e veglia contemporaneamente sull´osservanza della stessa. È stato costituito nel 1956 ed una delle Istituzioni più antiche che si controlla autonomamente in Europa. Il Consiglio della Stampa ha la capacità di ammonire giornali che vanno contro i codici del giornalismo”.
Che peso ha la classe politica in un giornale locale come il vostro? E in un giornale nazionale?
“Un considerevole componente dell´ordine democratico è la tutela della libertà di stampa. Questo concetto in Germania è protetto dalla Costituzione:
“Tutti hanno il diritto di esprimere la propria opinione in parole, scritti ed immagini e di promulgarla e relazionarla a tutte le comuni fonti accessibili. La libertà di stampa e la libertà di relazionare attraverso radio e film vengono garantite. La censura non verrà attuata.”
Comunque la politica prova, sia a livello locale che nazionale di influenzare i media. Questo succede attraverso l´invio alle redazioni di informazioni di parte, con inviti a conferenze stampa o nei tentativi di influenzare i giornalisti. I giornali hanno, come in Italia, un influsso politico. L´Acher-Rench-Zeitung ha una tendenza indipendente e cristiano-conservativa.
Si parla spesso di crisi della stampa. In Germania com’è la situazione?
“La riduzione massiva degli esemplari stampati giornalmente, la riduzione dei contratti pubblicitari, la concorrenza sempre più dura tra nuovi e vecchi media, la crisi economica, sono per i giornali quotidiani una situazione drammatica che non ha mai fine. Molte case editrici dei giornali reagiscono con licenziamenti,anche nelle redazioni, e con la riduzione delle prestazioni. Pagine extra e supplementari vengono sospese in molto casi, i bilanci accorciati e l´ingaggio online viene messo al banco di prova. Giornali che fino ad ora erano di concorrenza, lavorano oggi con uffici che producono articoli. Risparmiare, risparmiare, risparmiare è la parola chiave. Questo succede ai grandi e ai piccoli giornali, ed anche all’ARZ che produce al giorno circa 80mila copie di cui 57mila sono per gli abbonati”.