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Facebook, peccato di lussuria

Imam contro il social network

Facebook, peccato di lussuria

di RACHELE MASSEI (24 05 2009)

700 imam riuniti per impedire il dilagare di Facebook in Indonesia: induce i giovani in tentazione.

 

 

 

 

Due giorni dedicati a facebook. Per studiarlo, capirlo, analizzarlo, fermarlo.
Nella città di Kediri (In­donesia), all’Università Islamica Lirboyo, il Consiglio degli Ulema è impegnato a trovare motivi e metodi per arginare il dilagare del social network più diffuso al mondo.
L’Indonesia, secondo le classi­fiche della società di ricerca Alexa, è oggi quinta al mondo per utenti regi­strati su Facebook dopo Usa, Gran Bretagna, Fran­cia e Italia. L’avanza­ta di Facebook nel Paese ha intanto registrato tassi da record: +645% nel 2008.

Le potenzialità di Facebook temu­te dalle autorità non sono quelle politi­che, come ci si potrebbe aspettare, ma il sesso illegale.
 
IL PERCHE’
I religiosi pensano che sia ne­cessario un editto che regoli il networking virtuale perché le rela­zioni online portano alla lussuria, proibita dall’Islam.
«La gente che usa Facebook può essere indotta a prati­care un chatting disgustoso e porno­grafico […] è il pri­mo passo verso il sesso illecito, per­ché fuori dal matrimonio».
La decisione finale non avrà va­lore legale per i 210 milioni di musul­mani del Paese (il 90% degli abitanti), ma certamente i più credenti la osserveranno.
 
CONTRO FB
Tentativi o ipotesi di bloccare il network sono diffusi nei paesi musulmani. Ma solo la Siria, dal 2007, l’ha davvero vietato, sostenendo il pericolo di “infiltrazioni israeliane” e bloccando di fatto le attività dei dissidenti. Anche in Iran per qualche tempo Facebook è stata oscurato (come molti siti Internet), poi però è stato riammesso.
 
BATTAGLIE SU FB
Facebook gia in molti casi è stato usato come mezzo per promulgare vere e proprie battaglie:
- in Arabia Saudi­ta per varie battaglie femministe;
- in Egitto per la libertà di espressione e dalle comunità cristiane contro l’abbattimento di migliaia di maiali che solo loro allevano.
-  in Iran dai sostenitori del presidente Ahmadinejad per contrastare i rivali politici. Ma gli “amici di Ahmadinejad” hanno raggiunto per ora 588 membri, contro i 35 mila del gruppo “scommetto che trovo un milione di persone che non amano Ahmadinejad”.