Due giorni dedicati a facebook. Per studiarlo, capirlo, analizzarlo, fermarlo.
Nella città di Kediri (Indonesia), all’Università Islamica Lirboyo, il Consiglio degli
Ulema è impegnato a trovare motivi e metodi per arginare il dilagare del social network più diffuso al mondo.
L’Indonesia, secondo le classifiche della società di ricerca
Alexa, è oggi quinta al mondo per utenti registrati su Facebook dopo Usa, Gran Bretagna, Francia e Italia. L’avanzata di Facebook nel Paese ha intanto registrato tassi da record: +645% nel 2008.
Le potenzialità di Facebook temute dalle autorità non sono quelle politiche, come ci si potrebbe aspettare, ma il sesso illegale.
IL PERCHE’
I religiosi pensano che sia necessario un editto che regoli il networking virtuale perché le relazioni online portano alla lussuria, proibita dall’Islam.
«La gente che usa Facebook può essere indotta a praticare un chatting disgustoso e pornografico […] è il primo passo verso il sesso illecito, perché fuori dal matrimonio».
La decisione finale non avrà valore legale per i 210 milioni di musulmani del Paese (il 90% degli abitanti), ma certamente i più credenti la osserveranno.
CONTRO FB
Tentativi o ipotesi di bloccare il network sono diffusi nei paesi musulmani. Ma solo la Siria, dal 2007, l’ha davvero vietato, sostenendo il pericolo di “infiltrazioni israeliane” e bloccando di fatto le attività dei dissidenti. Anche in Iran per qualche tempo Facebook è stata oscurato (come molti siti Internet), poi però è stato riammesso.
BATTAGLIE SU FB
Facebook gia in molti casi è stato usato come mezzo per promulgare vere e proprie battaglie:
- in Arabia Saudita per varie battaglie femministe;
- in Egitto per la libertà di espressione e dalle comunità cristiane contro l’abbattimento di migliaia di maiali che solo loro allevano.
- in Iran dai sostenitori del presidente
Ahmadinejad per contrastare i rivali politici. Ma gli “amici di Ahmadinejad” hanno raggiunto per ora 588 membri, contro i 35 mila del gruppo “scommetto che trovo un milione di persone che non amano Ahmadinejad”.