Registrati | Login

Confessioni di un paparazzo

Un italiano a Londra

Confessioni di un paparazzo

di VALERIO GROSSO (03 06 2009)

Flash e Privacy: un paparazzo londinese racconta il suo punto vista fatto di eccessi, compressi e concessioni.

“Paparazzo” termine coniato intorno alla metà del secolo scorso, in seguito alla storica pellicola del rimpianto Federico FelliniLa dolce vita”, identificando un personaggio interpretato da Walter Santesso, che ruba scatti privati e scomodi alle celebrità dell’epoca.

Fotoreporter senza scrupoli in agguato e pronti a violare qualsiasi privacy pur di accaparrarsi lo scatto migliore o il più scomodo.

Segreti amanti o acerrimi nemici, sono loro che fanno girare un’industria dal fatturato pari a 200 milioni di euro che alimenta speranze voyeuristiche, fama e successo per celebrità più o meno note ed una sete incontenibile di notizie per lo più frivole e d’intrattenimento.
M. K. di professione fa il paparazzo nella cosmopolita Londra, trasferitosi 8 anni fa da una piccola cittadina laziale ci spiega come nasce il mestiere del paparazzo e quali sono i rischi e vantaggi del mestiere.
“Sono arrivato a Londra circa 10 anni fa, come tanti di quei ragazzi desiderosi di provare l’esperienza multiculturale all’estero, poi per caso sono finito nel mondo del fotoreporter d’assalto” ci spiega M. “ Un lavoro nato per caso in seguito ad annuncio su un volantino, ma che ora come ora mi frutta tantissimi soldi e mi permette di vivere sicuramente meglio di un qualsiasi lavapiatti o cameriere”.
“Tutti i lussi e i benefici del mestiere nascono da foto compromettenti che giro direttamente dal mio portatile, dove la tempestività dello scatto rappresenta la prerogativa essenziale in questo lavoro” spiega M, e riferendosi alla sua moto sottolinea “ Questa è stato un regalo dovuto ad una paparazzata di due dive inglesi Cheryl Cole e Nicola Roberts, beccate ubriache all’uscita di un locale, una di loro è inciampata involontariamente regalandomi uno dei migliori scatti mai fatti nella mia carriera”.
“La concorrenza è sleale ed è tanta, mi fido solo di alcuni amici, gli altri li considero nemici dove tenermi alla larga per cercare di conquistare lo scatto migliore, nonché il più fruttifero economicamente parlando”.
Sulla questione della privacy aggiunge: “La questione privacy è solo una gran presa in giro, per quanto si voglia dire e per merito nostro che molti di questi Vip sono quello che sono, ovviamente ci sono pochi di loro che hanno rispetto di noi” aggiunge M e specifica che “ Alcuni di loro scherzano e giocano con noi, altri si nascondono indignati dal nostro mestiere, quando poi in realtà sono gli stessi che fino a qualche anno fa ci chiamavamo direttamente per paparazzarli”.
E’ una questione spinosa irrisolvibile secondo il mio punto di vista” aggiunge M. facendo riferimento alla libertà di foto/privacy “ad entrambi le parti vi è un vantaggio, economicamente ed immagine”.
“Qui a Londra tutti sono dentro il sistema, albergatori, tassisti o finti passanti, ognuno qui sa che un informazione su un qualsiasi vip può rappresentare un’occasione per guadagnarci qualcosa.
Ci sono alcuni siti internet che pagano in contanti anche scatti non professionali fino a 500£, l’imperativo ovviamente è creare clamore o suscitare lo scandalo” ribadisce M. “E’ un mondo a sè che difficilmente si riuscirà a fermare, ognuno ha la sua fetta di torta: noi monetariamente parlando, le star con il prestigio e poi la gente comune che occhio critico o bacchettone sono pronti a condannare o ad esaltare la star presa in questione”.
M.K. mi saluta e va via, spiegandomi che ha avuto una “tip-off” (soffiata) su una reale inglese all’uscita da un ristorante.
Una fotografia ben chiara che ci fa riflettere, e ci fa pensare: in realtà chi è che muove questa macchina milionaria se non noi?
Nonostante gli studi sociologici mossi dalla febbre di gossip, non siamo forse noi ad essere sempre più interessati alla vita della gente famosa? Una pruriginosa ossessione che ci spinge a parlare dei vip presi come modello da imitare o da condannare secondo i nostri canoni?
Non importa la categoria: vip, calciatori, cantanti, modelle o attori, il chiacchiericcio è servito, a colpi di paparazzate.

Link per approfondire