La comunicazione "tradizionale"
La comunicazione "tradizionale"

Tra estorsioni, intimidazioni, dimensione cinematrografica e graffiti, ovvero: la prassi comunicativa "tradizionale"
Esistono alcune forme comunicative criminali diventate “tradizionali”, le cui immagini la cinematografia ha contribuito a sedimentare. Chi non ricorda, ad esempio, la memorabile sequenza del “Padrino” in cui Sonny Corleone scopre che “Luca Brasi dorme coi pesci”, o quella in cui Vito Corleone “convince” un produttore ad affidare la parte del protagonista in un film di guerra al suo protetto, Johnny Fontane? Il cinema, in questi casi, non è lontano dalla realtà.
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Graffiti. Una voce tornata nuovamente in auge nel dizionario comunicativo dei criminali. Le scritte oscene tracciate sui muri del casertano come codice per indicare i luoghi per lo scarico abusivo di rifiuti tossici sono solo un caso. Ancora una volta la realtà ercolanese fornisce un ottimo esempio. Anzi due. In pochi mesi due punti centrali della città sono stati addobbati con scritte che non lasciano spazio al minimo dubbio. La prima, risalente al periodo di Natale 2008 e tracciata a caratteri cubitali con vernice nera nei pressi della Posta centrale, era rivolta al clan perdente: un laconico “Birra game over”. L’11 maggio 2009, invece, è comparsa la scritta “Viva la camorra” su un muro nei pressi dello stadio comunale. In entrambi i casi, pennello e vernice alla mano, il sindaco ha cancellato le scritte.