Glocal music
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Una collaborazione tra blog frizzante, semplice e sicuramente innovativa: il "Patto dell'alleanza musicale" è tutto questo. Dopo i vari YouTube, MySpace e LastFm, un progetto che non riguarda più il come ascoltare, ma il cosa . E soprattutto, da dove.
Cos'è MAP? E' l'acronimo di Music Alliance Pact, un progetto che vede coinvolti venticinque blog di altrettanti paesi diversi nella diffusione di musica nuova e, soprattutto, delle più disparate origini. Nonostante abbia solo pochi mesi di attività, sta già facendo parlare di sè nel Web e fuori.
Nato nel 2008 su iniziativa di Jason Cranwell, un giornalista scozzese di ventotto anni, MAP era formato all'inizio da dodici blog, che sono piano piano raddoppiati. Ma l'obiettivo è quello di non fermarsi qui, ed ampliare i confini e i contatti con il resto del globo. Il prossimo obiettivo è l'Africa. L'Italia è rappresentata dal blog "Polaroid".
Il meccanismo alla base di MAP è semplice: ciascun blogger sceglie un pezzo rappresentativo di una band del proprio paese. A metà mese lo pubblica sul proprio blog, assieme a tutti quelli scelti dagli altri "firmatari del patto". E l'operazione è un piccolo grande esempio di democrazia: ogni membro del patto ha diritto ad un solo brano al mese. Non c'è alcuna distinzione tra Usa e Finlandia, o tra Singapore e Inghilterra.
Ma non è solo questa la novità di MAP. Infatti, il network, proprio nella sua scelta di non pubblicare più di un brano al mese, svolge un compito diverso dalla maggior parte degli attori della Rete. Quante volte vi siete ritrovati a pensare, guardando la vostra ipertrofica cartella "Musica": "Tutta questa roba non la ascolterò mai"? Quante volte ciò ha stroncato la vostra curiosità di conoscere altre realtà musicali?
E' ovvio che a volte, quasi ci vorrebbe una censura: Internet è davvero immenso in quanto a produzione di contenuti.
MAP svolge il ruolo di filtro: combatte l'overload informativo di Internet, unendo all'attenzione per la novità e la qualità musicale, anche lo spirito tipicamente "confidenziale" proprio dei blog. Un rapporto di fiducia simile a quello dei negozi specializzati di dischi. Questo permette sia di rendere ugualmente multiforme il contenuto musicale proposto, sia di effettuare una selezione che le porte spalancate del Web non attuano affatto.
Le vie percorse dal progetto sono due: smuovere i lettori dei blog di ciascun paese dai loro consumi musicali abituali, proponendo loro qualche bella sorpresa, e permettere ad artisti e realtà musicali di avere una visibilità diffusa che lo stesso mare magnum di Internet spesso non consente.
Il fatto che poi, per ammissione dello stesso Cranwell, i blog non avranno, almeno nell'immediato, una piattaforma comune (come può esserlo un sito ufficiale) dimostra la natura glocal del progetto, basata sulla decentralizzazione delle risorse, ma anche sul feedback oltre i semplici confini politici.
Insomma, una bella scoperta, un'iniziativa che dovrebbe far riflettere sul valore dell'innovazione portata da Internet non solo nei contenuti, ma nella stessa "arte di collaborare", sempre a ritmo di musica. E di musica ce n'è comunque tanta: dal pop al punk, dall'elettronica al rock'n'roll al cantautorato; gli standard sono comunque lontani dal mainstream "à la MTV".
E' uno dei nuovi modi in cui cambia la musica ascoltata e, in questo caso, consigliata. Uno dei modi con cui, davvero, potremmo dire di "essere sintonizzati" sul mondo.