Band of brothers
Band of brothers

In tempi di crisi del giornalismo, di perdita di credibilità, divisi tra veline e politici donnaioli, forse è bene dare una spolveratina a chi ha davvero contribuito a scrivere la definizione di giornalismo.
PADRE DEL GIORNALISMO - Qualche giorno fa, sul Financial Times è apparsa una lunga intervista a Bob Woodward. Il reporter americano è noto ai più come uno dei due redattori che hanno smascherato il coinvolgimento dell'allora presidente Nixon nello scandalo Watergate: ne venne fuori un vero polverone, con tanto di dimissioni dell'uomo più potente del mondo (come, quasi per abitudine, ogni inquilino della Casa Bianca viene definito) e un film celebrativo – il bellissimo "Tutti gli uomini del presidente" di Alan Pakula.

NUOVO GIORNALISMO - Come si trova il più grande reporter che si sia mai visto, nel nuovo giornalismo? Insomma, uno come Woodward, uno di quelli che qualunque giornalista in erba prende come esempio, è anche lui a metà strada tra il digitale e un mestiere morente?
“Saremo sempre una banda di fratelli, o meglio di fratelli e sorelle, che provano a scoprire e pubblicare quella che secondo loro è la verità. La cultura americana lo richiede."
Secondo le parole di Woodward, quindi, il piubblico americano sarà sempre pronto, in un modo o nell'altro a conoscere la verità, anche e soprattutto quando questa è scomoda.
ITALIAN BROTHERS? - Ma il giornalismo italiano invece? Anch'esso parte di questa band of brothers? La situazione non è così rosea, a dire il vero. Come abbiamo già avuto modo di notare, l'editoria giornalistica italiana, storicamente rappresentata da un ristretto ed esclusivo gruppi di imprenditori (dagli immobiliaristi, ai politici, dai banchieri ai costruttori), è in crisi. Calano le vendite, calano gli introiti pubblicitari e, cosa ancor più grave, cala la credibilità del giornalismo italiano.
Sarebbe bello pensare dei giornalisti e, soprattutto, dei lettori italiani quello che Woodward dice dei suoi concittadini: "Penso che ci sia una stanza nel cuore di ogni singolo americano, che dice che abbiamo bisogno della libertà di stampa e che abbiamo bisogno d'informazione, anche quando questa fa male."